"“Fino a poco tempo fa, facevo la comunione e soprattutto la confessione senza problemi: i miei peccati erano piccoli e poco importanti. Adesso mi trovo in difficoltà perché mi vergogno di dire certe cose al prete. Non credere che io faccia chissà che cosa! E’ che, da un po’ di tempo, in me è tutto in movimento. Il mio corpo si sta velocemente trasformando in altezza, in peso, in sensazioni. Alcuni parenti che vengono a trovare la mia famiglia dicono che quasi non mi riconoscono più. Ma il guaio è che io faccio fatica a riconoscermi, non tanto fuori ma dentro di me”.
Prima non pensavo mai a tante cose che adesso invece non mi si levano più dalla testa. Adesso desidero cose che prima non desideravo. Adesso mi attirano cose che prma nemmeno sapevo che esistessero. D’altra parte, come si fa a non pensare a certe cose quando nelle edicole dei giornali non si vede altro, in televisione non si vede altro, con gli amici e le amiche non si parla d’altro?
Io non ci capisco più niente. Tutti dicono che il sesso è come il mangiare e il bere... ma allora perchè le copertine delle riviste non sono piene di panini, pastasciutta e pollo arrosto? Perchè gli spettacoli televisivi non parlano di grndi mangiate e bevute? Tutti dicono che il sesso è buono, che non deve creare problemi, ma allora perchè crea tanti problemi e se ne parla in continuazione?"
(F. M., 19 anni, Padova)
In tanti oggi si sforzano di dire che il sesso è una cosa come tutte le altre. Si fa di tutto per “banalizzarlo”, cioè per togliergli quell’aspetto di straordinario, di particolare che lo circonda. Si fa a gare per riderci su, per farne la caricatura con programmi televisivi che vorrebbero essere furbi e finiscono per essere cretini. Ci si affanna a superare il tabù (cioè il senso di mistero) mostrando il corpo umano in tutte le posizioni, in modo che non ci si più nemmeno un millimetro che non sia conosciuto e ci si accanisce ad uccidere ogni curiosità con l’abbondanza di nudi serviti in tutte le salse… Però, a voler essere sinceri, per ciascuno di noi il sesso rimane misterioso: c’è in esso qualcosa che la macchina fotografica e la telecamera non riescono a svelare.
Al tempo di Gesù, gira gira, forse le persone erano più sincere: riconoscevano che il sesso era una realtà come tutte le altre ma anche diversa da tutte le altre. E non si facevano problemi a considerarlo misterioso, inspiegabile, abitato da forze nascoste: un tabù. Ma anche quella volta sbagliavano perché finivano per considerare il sesso come poco pulito, immondo, immaturo.
Gesù doveva gettare luce anche su questa questione e lo ha fatto con il suo stile: non tanto con interminabili giri di parole, come succede oggi nelle trasmissioni televisive tra esperti che spiegano tutto e non spiegano niente, ma con fatti.
Gesù sta andando a casa di Giairo per salvargli dalla morte la figlia di dodici anni. Una grande folla lo segue, lo stringe, lo spinge. All’improvviso si ferma, guarda la folla, e chiede:
“Chi mi ha toccato?”.
I discepoli, guardandosi a loro volta negli occhi, gli dicono:
”Ma come? Ti toccano tutti e tu chiedi se qualcuno ti ha toccato?” .
Ma Egli continuava a guardarsi attorno: sa quello che sta per succedere. E infatti ecco che una donna impaurita e tremante si fa avanti e racconta forte la sua storia: soffre da dodici anni di mestruazioni irregolari, ha speso un sacco di soldi con i medici ottenendo soltando un peggioramento:
“Ho sentito parlare di te e ho aspettato l’occasione giusta per toccarti il mantello, perché ero sicura che tu mi avresti guarita. E infatti ti ho toccato e sono guarita”.
Noi diremmo:
“Non poteva, come tutti gli altri malati, andare da lui e chidergli la guarigione senza fare tante storie?”.
Non poteva assolutamente!
Gli Ebrei non permettevano alle donne di avvicinarsi agli uomini nei luoghi pubblici. Quando poi si verificava in loro il misterioso fenomeno delle mestruazioni, diventavano impure e rendevano impuro tutto quello che toccavano. Perciò, come i lebbrosi, dovevano avvertire gli uomini del loro stato perché non le toccassero.
Gesù non poteva lasciare che si continuasse a credere che, tra le cose create da Dio, ci fosse qualcosa di impuro, di indegno. Per questo, da espertissimo maestro, aveva provocato quella situazione. Nessuno avrebbe più potuto pensare che nel sesso ci fosse stato qualcosa di impuro, di indegno: se quella donna poteva toccare Gesù, poteva toccare chiunque.
Pochi giorni dopo, Gesù sarebbe tornato su questo problema con parole brevi, ma chiare e risolutive:
“Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo: sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo. Tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna. Ciò che esce dall’uomo, questo sì contamina l’uomo”.
Qual è il succo di questo discorso? Non c’è niente nel sesso di sporco, di sbagliato, di tabù.
“Allora hanno ragione i venditori di sesso di oggi? Allora la pornografia non esiste perché è tutto puro, bello?”.
Un momento: e il “cuore” – cioè la parte più profonda e segreta dell’uomo – dove lo mettiamo?
E’ lì, nel cuore, che il sesso come ogni realtà umana può diventare negativo. Anzi: di più di ogni altra realtà umana! Tutte le altre cose sono esterne a noi, mentre il sesso è il nostro corpo, il nostro modo di esistere, siamo noi. Chi si serve del sesso con secondi fini, con scopi poco leali, con malvagità e violenza infanga un dono meraviglioso di Dio.
Siamo sinceri! Sarà proprio vero che i produttori di pornografia, i facitori di programmo televisivi “tuttosesso”, i mercanti del sesso facile cercano il vero bene dell’umanità e la vittoria sui tabù? Non cercheranno piuttosto i loro poco puliti interessi?
Nel momento in cui si avverte fortemente il proprio essere sesso, perché il corpo sta maturando e si sta disponendo a raggiungere la capacità di diventare collaboratore di Dio nel generare la vita, si deve essere lieti di ciò che accade e se ne deve ringraziare il Signore. Nessuna paura, ma grande gioia.
Nello stesso momento. Però, ci si deve impegnare per avere un cuore forte, puro, leale, onesto, limpido e fedele a Gesù. E’ nel “cuore”, infatti, che sta la garanzia di una sessualità serena, arricchente, bella.
Si fa un gran parlare di educazione sessuale. Benissimo! Stiamo attenti, però: l’educazione sessuale non è sapere com’è fatto il maschio e la femmina – bastano cinque minuti e quattro fotografie – ma il continuo, quotidiano, coraggioso impegno a costruirsi un “cuore buono e onesto.
Cosa ne pensi?