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martedì 6 marzo 2007 - ore 22:20


apro il libro.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Come seta e sangallo, pensieri lisci e traforati, avvolgono i ricordi.
Ci sono lamenti di bambina, pianti soffocati parole dure e rassicuranti che m’hanno insegnato a degluttire tutto.
C’è il tempo, ogni cosa ha il suo tempo.
Per il dolore servono 24 ore, minuto più minuto meno.
In 24 ore, non rubi il tempo a nessuno, puoi risultare più scontrosa e meno loquace, ma il giorno dopo basteranno una scusa e due battute per rimediare.
In 24 ore, hai il tempo per andare in bagno, guardarti allo specchio, scoppiare a piangere, aprire l’acqua, sciacquarti il viso, scendere in cucina e chiedere a tua madre come le riesce così bene la torta alla mandorle.
Ci sono paure che porterai avanti sempre.
Ci sono confini che t’hanno proibito, quelli che conosci solo tu, eppure, proprio quelli li hanno sminuiti, calpestati, c’hanno costruito un Autogrill e così li sostano tutti, tranne te, che non ci sei mai arrivata e che 24 ore di viaggio non bastano.
Ci sono certi pensieri che riguardano sentimenti e persone, che riguardano le proprie paure. A quelli t’hanno sempre imposto di non dedicarci tempo, t’hanno insegnato che è persona fragile colei che parla e parla del suo mondo.

Hanno scandito tempo ed importanza del tuo mondo, hanno associato ad ogni smorfia un pensiero prima ancora che parlassi.
Ci sono persone che riescono a supplicare un aiuto, una fottuta "buona parola" per loro, che il mondo è cattivo.
Ci sono persone che si fanno consolare.
Ci sono momenti in cui capisci che sei disintegrata, sparpagliata, che non basta un fottutissimo giorno di 24 fottutissime ore per ricomporti.
Che non basta una fottutissima ramanzina sul come stanno i fottutissimi africani, con le loro fottutissime mosche per riempirmi di sensi di colpa e reprimere paure, sentimenti ed emozioni quotidiane.
Ci sono momenti che non basta una fottutissima canzone per rallegrarti, ne una battuta, neppure le lancette dell’orologio che ti dicono "tranquilla, le 24 ore stanno passando".

Ma avvengono episodi strani in cui tutto corre e tu, solo tu, decidi di stare ferma.
Solo tu, nuda come un verme, ad aspettare di prenderti per mano.
Solo tu, che t’eri abbandonata, pensando che fosse giusto, che era quello che t’avevano sempre detto, che era come t’avevano sempre trattata.
Solo tu, che t’eri affezionata all’idea dell’acciaio.
Solo tu, che hai 22 anni e devi crescere, che hai 22 anni e non conosci un cazzo di te.
Solo tu, che per 22 anni hai sentito di re che NON E’ IMPORTANTE, che niente di quello che ti succede dentro è importante, solo tu.

Gli altri che si muovano, che urlino pure.


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