BLOG MENU:


algot, 30 anni
spritzino di Padova
CHE FACCIO? Giornalista
Sono single

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]



Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


STO LEGGENDO



HO VISTO

Più cose in cinque anni di giornalismo dell’androide di Blade Runner

STO ASCOLTANDO

il battito del mio cuore e il rumore dei miei pensieri che ultimamente convergono sovente sull’amore

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

sempre casual, tendente allo straccione, è che mi affeziono ai miei vecchi capi di vestiario

ORA VORREI TANTO...

Poter ascoltare la mia donna quando mi dice "Ti amo", ma anche semplicemente tre orete di sesso andrebbero benone

STO STUDIANDO...

un benemerito cazzo

OGGI IL MIO UMORE E'...

generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso...

MERAVIGLIE


1) ...i "Desfo Sprissss Party"...



BLOG che SEGUO:


Davidoff RickyM. Momo raggioverde narra lucy lasvampita

BOOKMARKS


Il 13 aprile nessuno al voto
(da Informazione / Agenzie di Stampa )
Appunti universitari padovani
(da Studiare a Padova / Guide Universitarie )



UTENTI ONLINE:




(questo BLOG è stato visitato 6452 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]

APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30


Tuesday, March 13, 2007 - ore 00:39


morte di un operaio alla fonderia Anselmi di Camposampiero
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una lingua di fuoco lunga due metri ha travolto due persone. Una è morta in un attimo. Sul corpo del secondo uomo la ghisa fusa ha strappato via epidermide e derma. E’ successo ieri poco dopo le 16 all’interno del capannone dove si trova il forno numero tre della fonderia Anselmi di Camposampiero (Padova).
Alla manutenzione dell’altoforno stavano lavorando Luigi Biala, rumeno di 24 anni ed il connazionale e coetaneo Michele Barbascu. I due giovani lavoravano per conto della ditta veronese Valtremigna alla manutenzione del forno. Erano chini, stavano saldando alcuni pannelli di metallo. Poi la colata di metallo fuso li ha investiti.
Ghisa fusa, a più di ottocento gradi centigradi, che a contatto con il corpo umano dissolve pelle e muscoli e delle ossa lascia solo cenere. Luigi Biala è morto forse nemmeno senza accorgersene. Michele Barbascu sta lottando tra la vita e la morte nel centro grandi ustionati dell’ospedale di Padova, dove è stato trasportato da un equipaggio del Suem 118 in elicottero. Le sue condizioni sono gravissime. I medici si sono riservati la prognosi. «E’ giovane, ha 24 anni, lo abbiamo sottoposto all’usuale terapia di stabilizzazione domani staremo a vedere» diceva ieri a mezza voce il direttore del centro, il professore Bruno Azzena. Poche parole che lasciano intendere che le chance di sopravvivere per il giovane operaio rumeno sono bassissime.
Immediatamente dopo che il fuoco aveva quasi incenerito uno dei due operai, lasciando a terra l’altro con i vestiti in fiamme, all’interno del capannone numero tre della fonderia Anselmi sono scattati i soccorsi. Gli altri operai presenti sul luogo della tragedia hanno aperto gli estintori a polvere. Una nube scura fatta di fuliggine e spray chimico ha oscurato per un momento il cielo sopra la fabbrica. Poi il rumore delle sirene di vigili del fuoco ed ambulanz provenenti dal vicino ospedale di Camposampiero.
L’elicottero del Suem 118 ha fatto tre giri sopra la fabbrica, poi il pilota ha scielto di atterrare in un campo vicino. Michele Barbascu è uscito dalla fabbrica dove era entrato la mattina su una barella, il respiratore automatico infilato in gola, coperto dai teli sterili per evitare che il suo corpo, ormai senza pelle, venisse aggredito dalla polvere e dalle sostanze tossiche che mulinavano tutto intorno.
Dopo mezz’ora era già nel reparto di chirurgia plastica al quinto piano dell’ospedale di Padova. I medici per il momento hanno fatto il possibile, le prossime 48 ore diranno se il suo giovane cuore e il sistema immunitario resisteranno all’aggressione dei batteri ed allo choc termico. Quello che restava del corpo di Luigi Biala è stato raccolto dagli operatori dell’obitorio di Camposampiero. Nel pomeriggio a titolo precauzionale tutti gli operai presenti nella fabbrica al momento della tragedia sono stati sottoposti a screening respiratorio. Due di loro, due operai bengalesi, sono stati trasferiti al pronto soccorso del vicino ospedale e dimessi dopo mezz’ora di camera iperbarica.
Fuori dal cancello della fonderia qualcuno, alla vista delle telecamere e dei fotografi si fermava a chiedere cosa fosse successo. «E’ morto un ragazzo – spiegava la signora Ada, che abita di fronte alla fabbrica – c’era gente che tossiva e fumo dovunque, sembrava di essere in guerra».
Di guerra parlava ieri sera anche il sindaco di Camposampiero Marcello Volpato: «sembra il bollettino di una guerriglia – spiegava – nel giro di tre mesi in questo territorio abbiamo già avuto quattro morti». L’ultimo chiamava Luigi Biala, un nome italiano, aveva 24 anni, era rumeno. La chiamano morte bianca, perché la morte, anche in fabbrica, non ha colore.
Alberto Gottardo


COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK