Il titolo del Gazzettino di Padova: “Non perdono gli assassini di mio marito”.
Il testo dell’articolo: “Mi chiedono se perdono. Il perdono spetta a Dio (…) Io non provo odio verso nessuno. Soffro”

“ Egregio Direttore
Le scrivo in merito all’articolo apparso sul Suo giornale Lunedì 12 Marzo u.s., sull’incontro di Marisa Grasso, vedova dell’Ispettore di polizia Filippo Raciti, con la comunità della nostra parrocchia e con i nostri giovani.
Debbo
censurare il titolo dell’articolo stesso:
“Non perdono gli assassini di mio marito”, sia perchè non corrisponde a quanto detto dalla signora Grasso, in questa come in altre occasioni, e nemmeno al testo dell’articolo stesso che, invece, molto bene riporta il messaggio ed i contenuti dell’incontro e di quanto detto dalle persone intervenute; sia
perchè, in una vicenda così tragica e delicata, ed in un contesto in cui, soprattutto da parte della nostra comunità, si è cercato proprio di raccogliere un messaggio positivo da dare ai giovani,
un titolo che purtroppo chiaramente richiama un senso di vendetta e nemmeno di giustizia, può avere effetti deleteri e dirompenti. Intervengo in prima persona perchè mi sento responsabile anche nei confronti della signora Grasso della corretta interpretazione e divulgazione del suo dolore ma anche del suo messaggio di profonda speranza, che, con grande dolcezza, ha trasmesso soprattutto ai giovani, coetanei dei suoi figli.
Dato il delicato momento che sta attraversando la nostra società e la necessità che siano trasmessi valori chiari e civili, oltre che cristiani per i credenti, e dato l’importante e delicato ruolo che gli organi di informazione svolgono in questo contesto,
La invito caldamente, egregio Direttore, a dar seguito a questa mia, e nostra, richiesta di precisazione, nelle forme più idonee all’interno del suo giornale, in modo da fugare, per rispetto innanzitutto alla signora Grasso e al suo lutto, ma a tutte le forze dell’ordine che mai, nemmeno di fronte a grandi sacrifici di vite umane, hanno espresso sentimenti di vendetta, coerenti ai principi di legalità e di giustizia. Mi permetta di concludere che il messaggio cristiano di vero perdono, che è quello di Dio, e di vero pentimento, hanno una grossa potenzialità positiva per guardare oltre l’episodio cruento che, ancora una volta, senza giustificazione, ha macchiato il giusto equilibrio delle umane cose; sarebbe ingiusto che questo messaggio, per la società e per i giovani, che sono il futuro della stessa, fosse
rovinato da un titolo “sensazionale” ma non corretto e non azzeccato. Certo della Sua pronta attivazione ed in attesa di un Suo riscontro, Le invio i migliori saluti.”
Don Marco Pozza