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Omega84, 28 anni
spritzina di Albignasego
CHE FACCIO? parte di quel 33% di giovani senza lavoro
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STO LEGGENDO



HO VISTO

Valgono la pena:

3 *
- L’ultimo samurai
- Edward mani di forbice
- Il mercante di Venezia
- L’uomo dell’anno
- Una notte al museo
- Lost in translation
- Cypher
- Angel-A
- Happy Feet
- Two sisters
- The illusionist
- L’uomo senza sonno
- My blueberry night
- La sposa fantasma
- Ratatouille
- La ragazza del lago
- Mongol
- I fratelli Grimm e l’incantevole strega
- Coraline
- Twilight / Bis(s) zum Morgengrauen
- Il diario di Bridget Jones

4 *
- Stage beauty
- Alfie
- THX1138: L’uomo che fuggì dal futuro
- 10 cose che odio di te
- Constantine
- Scrivimi una canzone
- Il diavolo veste Prada
- Arancia meccanica
- Der verbotene Schlüssel
- Prova a prendermi
- Cuori ribelli
- Giù al nord
- Zohan, tutte le ragazze vengono al pettine
- Chiedi alla polvere
- I love shopping
- Up

5 *
- La foresta dei pugnali volanti
- La ricerca della felicità
- L’albero della vita
- Orgoglio e pregiudizio
- Jenseits der Stille (Al di là del Silenzio)
- Politiki Kouzina (Un tocco di zenzero)
- Canone inverso

STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

Dare una mannaiata alle persone che mi infastidiscono e trovare la mia strada

STO STUDIANDO...

come non dare perle ai porci

come cogliere l’attimo x non avere rimpianti (ogni lasciata è persa)

come vivere la vita alla giornata senza pensare troppo

come non sentirmi in colpa quando mi ci fanno sentire ma non ne hanno il diritto

come non inca**armi quando gli altri giudicano e sputano sentenze senza sapere

come dipanare le matasse dell’anima, mia e degli altri quando ne son coinvolta

come non somatizzare





OGGI IL MIO UMORE E'...

Elisa, A Feast For Me
(Una Festa Per Me)

Beh, c’è una festa per me
l’ultima delle cose che avrei voluto da te
chiudo la porta alle mie spalle ed eccoti qui
sembri rilassato e tranquillo
ma stai sudando sotto la maglia
e questi palloncini tutt’intorno
mi rendono così triste

beh, c’è una festa per me,
ma questa notte è così pallida
sembra una stanza vuota
dove potremmo uccidere con le parole
vorresti potere far credere
che sono ciò che tu vuoi che io sia
ma questi palloncini tutt’intorno
mi rendono così triste
sono in un tuo abbraccio dolce dolce dolce
e tu sei mille miglia lontano da me
le tue braccia mi chiudono in
un abbraccio dolce dolce dolce
e tu sei mille miglia lontano da me

beh, c’è una festa per me
e sai bene che non te l’avevo chiesta
sto semplicemente al tuo gioco
sto soltanto facendo il tuo gioco
quindi non mi dirai cosa fare
posso far finta che dirai la verità
non mi dirai cosa fare
posso far finta che dirai la verità
sono in un tuo abbraccio dolce dolce dolce
e tu sei mille miglia lontano da me
le tue braccia mi chiudono in
un abbraccio dolce dolce dolce
e tu sei mille miglia lontano da me
perché... perché... perché... perché?

dovrei assumermi la colpa di tutto?
qual è stato il mio più grande errore?
dovrei sentirmi felice per quel che non ho fatto?
dovrei assumermi la colpa, dovrei sentire il dolore
dovrei sentire il rimpianto per qualcosa che non ho fatto?
perché... perché... perché... perché?

questa era una festa per me o solo una brutta sorpresa?
avrei dovuto aspettarmelo? non voglio saperlo
e sei stato tu a creare le regole
per potere uscire vincitore da questo gioco
ma non puoi dirmi come comportarmi
perché io non ti credo

tutto quel che rimane è un abbraccio dolce dolce dolce
e tu sei mille miglia lontano da me
le tue braccia mi chiudono in
un abbraccio dolce dolce dolce
e tu sei mille miglia lontano da me
perché... perché...
non te lo chiederò mai
perché... perché?


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


1) rimanere sveglia fino alle 4 con un amico a scrivere sms
2) Il sole...
3) ..la musica..quando l'ascolti o la suoni e sei parte di essa..ti scorre nelle vene e senti i brividi lungo la schiena..





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Wednesday, March 14, 2007 - ore 16:04


Honda CBR 1000 RR “Repsol Replica” VS Yamaha R6 2006
(categoria: " Vita Quotidiana ")






Il DNA “racing oriented” dell’ultima Fireblade, quella con la cilindrata piena, i 172 CV e l’ammortizzatore di sterzo elettronico, non è mai stato celato da una carenatura troppo turistica.
Anzi la CBR 1000 impressiona per le dimensioni ridottissime e la caratterizzazione sportiva e maneggevole in tutto simili alla sorella più piccola 600 RR.

Oggi la veste estetica acquista ancora più grinta e immagine Racing, grazie alla versione speciale con la grafica direttamente derivata dalla Moto GP. 400 esemplari numerati (erano stati previsti solo 300, un numero poi innalzato) nella colorazione “Repsol Replica” saranno disponibili in Italia già da questa fine di ottobre.
Verranno numerati tramite una targhetta identificativa collocata sulla parte superiore dell’esclusivo ammortizzatore di sterzo elettronico HESD.

La versione limitata è in tutto e per tutto simile nell’estetica alla MotoGP RC211V del team ufficiale HRC, con la sponsorizzazione Repsol dalla classica livrea blu e arancio, le moto con cui hanno gareggiato Hayden e Barros in questa ultima stagione.

Per i fortunati che avranno la possibilità di accaparrarsi uno dei 400 esemplari, Honda Italia ha deciso di offrire incluso nel prezzo d’acquisto, peraltro ancora non definito, un esclusivo casco Honda Repsol, anch’esso numerato e realizzato nella medesima grafica e colori della moto.

www.motorsport.it/articolo/1795/honda_cbr_1000_rr_repsol_replica.html
21/10/2004








Che missile la Yamaha R6. Ma un missile paradossalmente piuttosto facile da guidare, anche se richiede comunque una buona esperienza per essere sfruttata fino in fondo. Bella, aggressiva, supercompatta e purosangue dal punto di vista tecnologico, la R6 è una “macchina” sforna-emozioni. Lo dice già il suo biglietto da visita: motore 4 cilindri di 599 cc da 133 cavalli, iniezione elettronica, valvole di aspirazione e di scarico in titanio, frizione antisaltellamento, 161 chili di peso. E soprattutto soluzioni tecniche prese direttamente dai bolidi che corrono nella Moto Gp come il sofisticato “Yamaha Chip Controlled Throttle”, una specie di acceleratore elettronico. Con la supersportiva giapponese ci si diverte sul misto veloce, ma è in pista che la moto diventa irresistibile. Le sue doti migliori? Due in particolare: maneggevolezza e accelerazione. Quanto al prezzo, non si può dire che la “600” della Yamaha sia regalata. Costa infatti 11.195 euro.


La Yamaha R6 è una sportiva a tutti gli effetti e appena si sale in sella ci si rende subito conto che, volenti o nolenti, si deve assumere una posizione di guida che rispetti questa filosofia. Il manubrio stretto, aperto e basso, che dista davvero poco dalla sella, mantiene il busto del pilota diritto, consentendo di caricare e scaricare il peso sull’avantreno nelle varie fasi della guida. Le pedaline sono abbastanza alte e un po’ arretrate, ma non costringono le gambe a piegarsi eccessivamente. Inutile dire che la moto può trasportare due persone, ma la dimensione della sella del passeggero lo sconsiglia. La R6 è ben curata anche nei dettagli, non manca niente di ciò che serve per agevolare la guida sportiva: tutto ha dimensioni strettamente indispensabili, per non sprecare spazio e peso e non creare distrazioni durante la conduzione del mezzo. Della moderna e compatta plancia strumenti al centro del cupolino, saltano subito all’occhio un consistente contagiri analogico e la spia dell’immobilizer.
Estetica a parte, decisamente indovinata, è quando si cominciano a percorrere i primi metri che ci si rende conto quanto l’impressione iniziale risponda a verità. Subito si apprezza la leggerezza della moto: il peso è contenuto e ben distribuito, di conseguenza, nonostante il limitato angolo di sterzo, la R6 non è impossibile da usare in città. Le manovre non sono particolarmente faticose, ma è ovvio che occorre farne qualcuna in più. La ciclistica all’avanguardia sfrutta un telaio di ultima generazione e sospensioni che offrono una quantità di regolazioni quasi da gara. Si ha la possibilità di modificare il comportamento della moto a proprio piacimento, ma non è consigliabile metterci mano se non si è dei veri esperti. In ogni caso con l’assetto di serie la 600 nipponica ha già un’ottima agilità e una velocità di discesa in piega così elevata da ingannare i piloti meno esperti, con il rischio di far loro anticipare eccessivamente l’ingresso in curva. I cambi di direzione, sia veloci che lenti, non sono certo un dramma per l’R6, che nelle “S” si destreggia proprio bene.
Quanto alla frenata , è pronta e modulabile e la moto mantiene la sua stabilità. Semmai il problema è quello di non esagerare: soprattutto a velocità moderate, se si agisce sulla leva del freno in maniera brusca ed eccessiva e non si assume la posizione corretta , si può arrivare a perdere l’aderenza con la sella. Su una moto di questo tipo il pilota deve sempre tenere presente che il potenziale ciclistico è molto più elevato di quello che abitualmente serve per circolare su strada, è quindi indispensabile imparare a impiegarlo nella giusta misura. Ovviamente il luogo più consono per sfruttare tutta questa sportività è la pista. Il nostro test è proseguito infatti all’autodromo di Adria, vicino a Rovigo (per prenotazioni: 0426/941411). Qui, oltre alla ciclistica, abbiamo potuto provare anche il vivacissimo motore della R6, tirando appieno almeno le marce più basse. Sicuramente la caratteristica di maggior spicco è il regime di rotazione massimo: 18000 giri. Il quattro cilindri in linea, silenzioso e dalla rumorosità meccanica contenuta, gira subito “rotondo”, dimostrando una inaspettata elasticità. Fino ai 6000 giri la potenza è limitata, poi cresce progressivamente fino agli 8500 circa, ma è sopra i 10000 che spinge davvero forte. Da qui alla zona rossa continua a salire con vigore e una bella progressione.
Questa Yamaha è una moto da far scorre nelle curve sfruttando contemporaneamente la ciclistica e il motore, e, almeno in pista, bisogna uscire dalle pieghe sopra i 10000 giri, per sfruttare tutto l’allungo. L’inerzia al comando del gas è quasi inesistente e il dispositivo antisaltellamento è in grado di porre rimedio a qualche disattenzione in scalata. Ovviamente i piloti più esperti riescono a servirsene per gestire meglio la staccata e ridurre gli spazi di decelerazione. Il cambio è veloce, preciso e non tende mai ad impuntarsi. Peccato che nell’uso urbano accusi una certa ruvidità. Niente male gli pneumatici di primo equipaggiamento, i Dunlop Qualifier. Compiuto qualche giro di riscaldamento, offrono un buon grip e un’ottima trasmissività. Certo, in pista, con gomme tipo racing si potrebbero raggiungere angoli di piega maggiori, ma per un uso polivalente queste sono una buona soluzione.
Comfort? Chi usa la R6 non è certo un mototurista; il peso piuma che la rende così veloce in pista e nei tracciati guidati non consente alle sospensioni di smorzare le asperità stradali più di tanto e il piccolo cupolino riesce a proteggere il pilota dal vento solo se si abbassa sul serbatoio. Tutto nella norma per questo tipo di moto.

Giorgio Dolce - Corriere della Sera

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