Solo lo “stato di coscienza” è duraturo, tutto il resto è passeggero. Conta “ciò che siamo”, non “ciò che abbiamo”, né “ciò che rappresentiamo”. [A. Vallvey]
Ho detestato questa vita. Volevo partire, fuggire da tutto, nulla toccare e da nulla essere toccata, non essere in nessun luogo, con nulla... Tutto ciò non è né me né la mia vita.
Tendo, sempre e comunque,
a preservarmi: e, per fare questo,
scindo, analizzo e medito su tutto quel che mi succede, sui sentimenti che provo, sulle sensazioni che avverto... pur essendo una donna
combattiva e passionale, da diverso tempo -perché molti avvenimenti negativi e cattivi sono accaduti- ho
paura i tutti i tipi di coinvolgimento, perché non voglio illudermi, non voglio soffrire e non voglio trovarmi, per l’ennesima volta,
disarmata ed impreparata di fronte alla vita... La vita però è sempre
imponderabile e adesso mi ritrovo, per l’ennesima volta, a dover fare i conti con degli “
imprevisti avvenimenti”: però
questi fatti, che mi consentono di essere semplicemente quel che sono,
mi rendono felice e tanto basta...