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Wednesday, March 21, 2007 - ore 14:59


VIVERE O MORIRE...GAME OVER II
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bene, dicevo prima in un commento al post precedente che se ci si concentra sul film, da un altro punto di vista, si possono scorgere degli esempi di moralità, una sorta di insegnamento per la vita, il che è un paradosso per un film che inneggia alla morta come soluzione finale.

Mi spiego meglio. "Magari!" dite voi.

Bene.
La trama principale non già di quest’ultima parte, ma dell’intera trilogia (?) è il tentativo estremo di liberarsi da una trappola, da un gioco ideato dall’enigmista, creata apposta per la vittima, o meglio le vittime designate. Ma non è solamente il voler vedere soffrire, e praticamente morire alcune persone ma mettere alla prova queste ultime cercando di ripagarle con la stessa moneta che loro hanno usato nella vita di tutti i giorni. Una sorta di contrappasso dantesco, chiaramente rivisitato.

Ritengo che questo film abbia in fondo una morale perché: fino all’ultimo il massacratore cerca (mai intervenendo di persona, sia chiaro), o meglio si aspetta che i "giocatori" riescano a farcela, risolvano l’enigma e si salvino. Il "gioco" ha quindi una funzione, c’è dunque uno scopo. Il sequestratore tenta di far redimere le proprie vittime, imponendogli una sorta di espiazione forzata, dall’alto (?). Jigsaw quindi dava sempre la possibilità di venirne fuori per cercare appunto nel soggetto, scampato alla morte, rimanesse impressa la lezione e che cercare di cambiare"atteggiamento".

Poi, se non c’è la fanno vuol dire che la loro colpa era troppo grande da doverne parlare direttamente con chi di dovere, amgari più in alto rispetto all’enigmista...



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