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Saturday, March 24, 2007 - ore 20:20
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando sono in coda alle casse dell’Auchan vengo puntulamente assorbita dall’incombente necessità di leggere il nome sulla targhetta della cassiera.
Posso oppormi con tutte le mie forze e per non cedere, cercare di leggere tutte le marche di caramelle o batterie ricaricabili del mondo, ma il mio occhio prima o poi cadrà lì, sulla targhetta.
E se per caso sono troppo lontana e non riesco a leggere, eseguo anche un piccolo e impercettibile movimento distensivo del collo per poter mettere a fuoco le lettere, perchè giassò che uscirò altamente frustrata dall’Auchan, se non sarò riuscita a leggere il nome della mia cassiera.
Talmente forte è il mio desiderio di leggere il nome proprio di persona
che oggi mi sono convinta che la tipa si chiamasse
Andretta Vendìta
disarmante storpiatura di Addetta Vendita.
Quasi come il nome proprio di persona Nonnoletta,
che sono andata avanti a cantare anni,
al posto di Non ho l’età.
O come nella canzone Patrizia di Finardi,
quando cantavo convinta e sicura "Merda appena calpestata"
ed Eugenio diceva "Erba, appena calpestata".
E insomma distorco e sostengo ferocemente le mie distorsioni.
Sappiatelo.
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