STO LEGGENDO
LA STORIA DELLA MIA VITA...
HO VISTO
* NATALE A RIO
* MISSION
* DAVANTI AGLI OCCHI
* IL COSMO SUL COMO’
* DEFIANCE : I GIORNI DEL CORAGGIO
* IL PIANISTA
* OPERAZIONE "VALCHIRIA"
* EX
* L’AMORE GIOVANE
* GIULIA NON ESCE LA SERA
* E SE DOMANI ...
* TI STRAMO
* ROBIN HOOD
CAMPO MEDIE ’04

CAMPO SUPERIORI ’06

CAMPO ’05

CAMPO ’05
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BELLUNO

CAMPO SCOUT ’07

MARCO ...

MARE ESTATE ’08
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CAMPO ’06

CAMPO ’06

CAMPO EL-MED ’08

CAMPO SPAGNA ’08
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CAMPO SPAGNA ’08
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CAMPO SCOUT ’07

BELLUNO ’07
STO ASCOLTANDO
IL RUMORE DEI MIEI PENSIERI CHE A VOLTE E’ DAVVERO ASSORDANTE...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
INFRADITO, JEANS, POLO
ORA VORREI TANTO...
CHE I MIEI SOGNI SI TRASFORMASSERO IN REALTA’ PER DARMI ANCORA IL CORAGGIO DI GRIDARE:"CHE FANTASTICA STORIA E’ LA VITA!"
RIUSCIRE AD ESSERE FELICE ANCHE SENZA DI TE.
BELLUNO’07

BELLUNO’07

SCOUT ’07

CAMPO ’08
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CAMPO ’08

CAMPO ’08
STO STUDIANDO...
QUALCOSA CHE NON CAPISCO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
APERTO ALLE IMPREVEDIBILI SORPRESE CHE LA VITA QUOTIDIANAMENTE MI RISEVA ...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quando le uniche risposte ai tuoi sms sono gli addebiti...
2) Litigare con le persone... soprattutto con chi consideri tuo amico!!
3) vedere tradita la mia fiducia
4) essere dimenticato da tutti
5) la cosa che odio di più...pensare di aver già perso in partenza... non provare a reagire e arrendersi....
MERAVIGLIE
1) sapere che le tue giornate sono cambiate nel giro di poco e che il sole finalmente è tornato e splendere dentro di te perchè nel tuo cuore hai scoperto di amare come mai prima d'ora
2) Passeggiare in un bella giornata di sole ascoltando la tua canzone preferita
3) guardare il cielo stellato con a fianco qualcuno di speciale...
4) Capire che ti basta un sorriso per essere felice
5) ...Essere se stessi,nella situazione più difficile come in quella più banale... e notare che in ogni circostanza le persone che valgono davvero,che ci stimano e apprezzano per ciò che realmente siamo sono sempre li... accanto a noi..pronti ad accoglierci con un sorriso.
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domenica 25 marzo 2007 - ore 12:35
STORIA DI UN GIOVANE...COME ME....COME TE....
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non mi piaceva la sensazione di paura e umiliazione che stavo provando mano a mano che mi avvicinavo alla casa di campagna dei miei genitori. Se solo non avessi avuto quegli stramaledetti rimorsi di coscienza, forse, tenendo duro ancora un po’, avrei potuto dimostrare a tutti che non ero un perdente...La porta era socchiusa e le luci spente. Anche quelle del giardino. Persino il vento quella sera era insolito. Alla soglia dell’ingresso il mio cuore sembrava volesse scoppiare, tanto batteva forte.La casa della mia infanzia, adesso, mi appariva come lo scenario di un film horror in cui io ero la vittima designata da fare a pezzi. Certo, l’avrei meritato.

Quando, alcuni anni prima, ero andato via di casa, col mio gruzzolo in tasca e sicuro di essermi reso odioso ai miei, mai e poi mai avrei pensato di tornare. Mi ripugnava l’idea della famiglia; mi sentivo stretto e continuamente giudicato a causa del mio stile di vita. Così avevo deciso di andarmene il più lontano possibile.Ma il mondo che mi stava aspettando non era migliore di me. Era fatto di individui senza scrupoli che si prendevano gioco degli altri usando i loro corpi e i sentimenti per poi buttarli via quando non servivano più. Se ci tenevi alla tua pelle dovevi essere furbo e svelto. Solo che loro erano stati più furbi e più svelti di me.Per scampare l’inferno dei debiti e degli strozzini mi ero creato un giro di disgraziati pronti a tutto per una dose. Era un circolo vizioso che mi trascinava alla disperazione. Cominciai a provare disgusto per la vita che facevo. Avrei dato qualsiasi cosa per potermene liberare! Ma non avevo più niente: né soldi, né reputazione, né dignità. Per di più quello che avevo disprezzato della mia famiglia, ora lo desideravo come mai prima.Sognavo di tornare dai miei, ma avevo fatto loro del male e me ne vergognavo. Sarebbe bastato dirgli: “Mi dispiace, ho fatto un gran macello, scusatemi, se potete”? Fu tutto ciò che riuscii a balbettare alla segreteria telefonica di mio padre per dirgli che sarei tornato.Perché mai, allora, mi stupivano quel buio e quel silenzio della bella villa di famiglia?Quando si accesero le luci della sala da pranzo, non riuscivo a credere ai miei occhi. C’erano proprio tutti! Amici d’infanzia, parenti, addirittura i vicini! Mio padre e mia madre al centro. E non avevano il coltello tra i denti! Si erano mobilitati con tanto di fischietti e uno striscione: “Bentornato a cas…”
Non ebbi il tempo di finire di leggerlo che mio padre, davanti a tutti, mi si buttò al collo abbracciandomi forte. Piangemmo insieme, stretti l’uno all’altro. Roba da far sembrare una farsa la trasmissione della Carrà. Prima di quella sera non avevo saputo cosa fosse una festa.Conoscevo i rave party e le notti sfrenate. Ma non conoscevo il perdono e la gioia che ne deriva. Non lo avevo chiesto a nessuno, il perdono, fino a quel giorno.

Essere riaccolto, tenuto forte da un padre che non aveva mai smesso di amarmi e che ora non mi rinfacciava niente, ma che solo piangeva dalla gioia di rivedermi, fu la vera festa della mia vita.Quella sera tirammo fino al mattino e quando andai a letto esausto, mi tornò alla mente una storia che avevo letto da bambino e che avevo sempre considerato una favola: era scritta nel Vangelo di Luca, nel capitolo 15. Ed era vera.
Alberto R.
rivista trimestrale "punti fermi".
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