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Tuesday, March 27, 2007 - ore 08:27
CON LA DOLCEZZA DI UNO SCHIAFFO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Era già arrivata, e io non lo sapevo.
Quando sono entrato in casa lei era lì che mi aspettava, elegante come sempre, tranquilla e sorridente come sempre. Mi guardava, sicura di sé, e dall’espressione sembrava che volesse dirmi:”Hai visto che sono tornata? Non credevi di vedermi così presto, e invece eccomi qui, assieme a te, ancora una volta.”
Un ritorno inaspettato, senza dubbio.
E’ l’unica che non mi ha mai mentito, l’unica ad avermi sempre fatto vedere la realtà delle cose, ad avermi insegnato a vedere al di là dell’apparenza, oltre il patetico agghindarsi e l’inutile fasto di coloro che non hanno nulla da mostrare al mondo, se non una penosa e artificiale rappresentazione di sé.
E’ stata una fedele compagna di viaggio in tutta la seconda metà della mia vita, 15 anni in cui ha avuto un ruolo importante, a volte marginale, altre volte insostituibile.
E’ lei che mi ha fatto conoscere le melodie struggenti, le foto in bianco e nero, la pioggia tagliente sul viso, il bruciore degli occhi, il male che può nascondersi in una parola, e di questo le sarò sempre grato.
Non ricordo quando è stata la prima volta che la vidi, né la prima volta che passammo del tempo assieme. Anche la mia memoria scivola via, assieme a tutto il resto.
Ora è seduta al mio fianco, avvolta nella sua incrollabile sicurezza che sempre mi spaventa, perché riesce sistematicamente a destabilizzare le mie esigue e deboli certezze. Ma sono sereno, perchè ormai la conosco bene e so che non potrebbe mai farmi del male.
Ora mi sussurra alcune cose che già la mia mente aveva immaginato, ma solo in questo momento riesco a cogliere nitidamente la verità inequivocabile delle sue parole. Eppure era così ovvio.
E’ lei che puntualmente mi fa capire, con la dolcezza di uno schiaffo, che per assaporare appieno la freschezza di una goccia d’acqua devi prima rotolare nella polvere, e che la felicità a volte è davvero dietro l’angolo, ma è molto facile girare in cerchio per anni, e anni, e anni, fino alla fine, senza mai trovare la forza o il coraggio di girare quell’angolo. E non si stanca mai di ricordarmi che è dentro il buio che nasce la luce, ed è dal dolore bruciante di una sconfitta che nasce la forza per rialzarsi in piedi e andare a prendersi ciò che si desidera.
Ogni volta che viene a trovarmi mi porta sempre lo stesso regalo: un fazzoletto di seta bianco, con alcune lettere ricamate ai quattro angoli. Quando non mi resterà più nemmeno una lacrima da asciugare allora potrò mettere assieme tutte queste lettere e scrivere il racconto della mia vita: non l’intero racconto, soltanto i capitoli più infelici, ma non per questo meno importanti.
A lei dedico questa triste melodia, perchè è grazie a lei se le mie dita corrono ancora, senza indecisioni, sui tasti bianchi e neri del vecchio pianoforte, e solo lei, la Malinconia, può apprezzare veramente l’armonia di suoni come questi.
Everything’s not lost
Coldplay
When I counted up my demons
saw there was one for every day
with the good ones on my shoulders
I drove the other ones away
so if you ever feel neglected
and if you think that all is lost
I’ll be counting up my demons, yeah
hoping everything’s not lost
when you thought that it was over
you could feel it all around
and everybody’s out to get you
don’t you let it drag you down
’cos if you ever feel neglected
if you think that all is lost
I’ll be counting up my demons, yeah
hoping everything’s not lost
if you ever feel neglected
if you think that all is lost
I’ll be counting up my demons, yeah
hoping everything’s not lost
singing out ah ah ah yeah
ah ah yeah
ah ah yeah
and everything’s not lost
so come on yeah
ah ah yeah
come on yeah
and everything’s not lost
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