STO LEGGENDO
Ho letto:
Di Faletti: Io uccido - Fuori da un evidente destino
Di Dan Brown: Crypto - Angeli e Demoni - La verità dei ghiacchi - Il codice Da Vinci
Di Matilde Sensi: L’ultimo Catone
HO VISTO
2 splendidi occhi ancora incolore guardarmi e dirmi "sei tu che mi proteggerai e crescerai", con quell’innocenza di chi non sa ancora che cosa gli aspetti
STO ASCOLTANDO
Violavale russare e Francesca Benedetta respirare
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Perizoma tigrato, calzini di 15 giorni, abito completo griffato "Caritas" acquistati al "bidone giallo della parrocchia"
ORA VORREI TANTO...
una pizza, formato famiglia, maxicondita tranne una fetta senza funghi e carciofini per chi so io, e poi... una bella coppa gelato con tanta tanta panna montata
STO STUDIANDO...
oggi non ho voglia di studiare
OGGI IL MIO UMORE E'...
come ieri e come sarà domani: OTTIMO
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
(questo BLOG è stato visitato 8664 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Tuesday, March 27, 2007 - ore 09:57
300 - La battaglia delle Termopili
(categoria: " Università / Scuola ")
Serse I, re della Persia, per anni si era preparato per riprendere la guerra contro la Grecia iniziata da suo padre Dario I. Nel 484 a.C. l’esercito e le navi di Serse arrivarono in Asia Minore e costruirono un ponte di barche sull’Ellesponto presso Abydos attraversandolo. Secondo Erodoto l’esercito di Serse era formato da circa due milioni di uomini seguiti da 1.200 navi, l’esercito più grande che il mondo avesse visto fino a quel momento, mentre il poeta Simonide lo stimava in circa tre milioni, anche se da studi più recenti è nata un’ipotesi secondo la quale l’esercito di Serse potesse contare su circa 200.000 uomini. Erodoto scrive anche che l’esercito bevve fiumi interi prosciugandoli e mangiò provviste destinate ad intere città. Queste erano ovviamente esagerazioni, ma è chiaro che i greci erano sovrastati numericamente in misura maggiore rispetto al precedente tentativo di conquista sfociato nella battaglia di Maratona. Le poleis greche riuscirono ad accordarsi per affrontare il pericolo e formarono un’alleanza guidata da Sparta, comandata dal re Leonida, e si prepararono a bloccare l’avanzata dell’esercito persiano nel nord della Grecia nello stretto passo delle Termopili. Il passo è fiancheggiato da un lato da montagne scoscese, dall’altro dal mare ed era quindi adatto alla difesa.
All’iniziale distaccamento spartano di Leonida e della sua guardia del corpo, composta da 300 opliti, 2.800 peloponnesiaci e circa 900 iloti, si aggiunsero i rinforzi provenienti da altre città tra i quali 700 da Tespia, 400 da Tebe, 1.000 focesi e inoltre da Tegea, Mantinea, Orcomeno, Corinto, Fliunte, Micene e dalle altre città dell’Arcadia e della Beozia per un totale di 3.900 opliti, seguiti dai rispettivi scudieri che fungevano da fanteria leggera. Ai soldati fu detto che erano solo l’avanguardia dell’esercito greco che si sarebbe unito a loro al più presto. Le forze greche, per un totale di soli settemila uomini, iniziarono la battaglia nell’agosto del 480 a.C.; Leonida mirava a tenere il passo il più possibile per dare modo al resto delle città greche di radunare le loro truppe e navi.
[modifica] La battaglia
Serse non credeva che una forza così piccola sarebbe stata in grado di opporglisi, e diede ai greci cinque giorni per ritirarsi. Allo stesso momento anche la sua flotta non riusciva ad avanzare, bloccata dalle veloci navi ateniesi al cui comando si trovava Temistocle. Quando alcuni disertori dell’esercito persiano (per lo più greci arruolati con la forza) avevano dichiarato che i medi erano così tanti da oscurare il sole con le loro frecce, gli spartani risposero che almeno avrebbero combattuto all’ombra. Passati questi cinque giorni, visto che non mostrarono intenzione di ritirarsi, Serse inviò le proprie truppe nel passo, ma ogni ondata fu respinta. I Persiani attaccavano con frecce e corte lance e non riuscivano a rompere le formazioni degli opliti greci, armati di lunghe lance.
La prima ondata ad arrivare sui greci fu quella dei medi comandata da Tigranes, che assaltarono con entusiasmo ma furono respinti con gravi perdite. La seconda ondata fu dei soldati provenienti da Susa equipaggiati con un grande scudo ma anche loro fallirono. Tentarono anche di aggirare il nemico dal lato della costa, ma molti caddero dalle scogliere.
Il giorno successivo Serse schierò in campo le sue truppe d’élite, i diecimila Immortali, comandati da Idarne, che non ebbero maggior fortuna. I greci combattevano a turno concedendosi un po’ di riposo da quel massacro, si accasciavano a terra sudati e sporchi di sangue per poi rialzarsi e tornare a combattere.
Dopo il secondo giorno di combattimenti un greco dal nome Efialte disertò e tradì i greci, informando Serse dell’esistenza di un nuovo percorso, diverso, per superare il passo delle Termopili. La strada era difesa dai focesi che erano stati distaccati su quel passo due giorni prima. Essi però non si aspettavano un attacco dei persiani per cui, quando furono attaccati dagli Immortali di Serse, offrirono una ben debole resistenza prima di fuggire consentendo ai persiani di avanzare incontrastati.
Leonida capì che ogni resistenza sarebbe stata inutile. Così l’11 agosto allontanò tutti tranne 300 spartani, assieme al contingente tespiano guidato da Demofilo che rimase per aiutare gli alleati nel tentativo suicida di ritardare l’avanzata dei persiani. Inoltre Leonida contava su un contingente di tebani ma, dopo alcuni combattimenti, essi tradirono in favore dei persiani. Quando i persiani chiesero di consegnare le armi, Leonida gridò che sarebbero dovuti venirle a prendere. Nonostante l’improbabile cifra, fornita dagli storici greci, di più di ventimila morti tra i persiani, compresi due fratelli di Serse (Habrocomes e Hyperanthes), alla fine Leonida venne ucciso. Per quattro volte il suo corpo fu catturato dai persiani e per quattro volte gli spartani lo recuperarono. Stremati, i greci si rifugiarono sul colle che sovrastava le Termopili per proteggere il corpo del loro re caduto. Serse ordinò che fossero finiti con gli archi per non perdere altri uomini.
<O viandante, annuncia agli Spartani che qui
noi giacciam per aver obbedito alle loro parole.»
LEGGI I COMMENTI (2)
PERMALINK