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Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
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STO LEGGENDO
LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento
HO VISTO
- la mia
vita trovare un suo proprio
equilibrio- la
serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto
STO ASCOLTANDO
Il sommesso
brusio dei miei
pensieri...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Uno
stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta,
mischiando dal dark al bon ton, per
piacermi sempre e comunque!
ORA VORREI TANTO...
- che il mio
futuro si
concretizzasse in
tempi brevi- un
Moscow Mule- un paio di
Manolos
STO STUDIANDO...
Me stessa...perché il
mio io è unincognita che mi porta sempre a rimescolare il
caos che ho dentro di me.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Imperscrutabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Thursday, March 29, 2007 - ore 12:02
LEONESSA DI DIO
(categoria: " Poesia ")

Ho preso una sua raccolta più che altro per curiosità e mi sono trovata di fronte lo strazio di unanima... Lopera di Sylvia Plath è traumatica, spesso brutale, sicuramente indimenticabile: la sua è una poesia personale, allucinata e bruciante... I suoi versi sono una testimonianza di sofferenza e un grido dindignazione contro la vita. Dopo aver letto Ariel, mi sono ritrovata, sgomenta ed atterrita, vittima della vuota angoscia data dal folgorante messaggio della poetessa: la vita, semplicemente, anche quando è disciplinata, ordinata e “normale”, non vale la pena di essere vissuta...
Non condivido la sua scelta estrema e non mi riconosco nel suo io tormentato, frammentato e malato, però ammiro la sua implacabile coerenza e la sua lucida visione esistenziale... una grande fragile donna...
Stasi nel buio. Poi
Linsostanziabile azzurro
Versarsi di vette e distanze.
Leonessa di Dio,
Come in una ci evolviamo,
Perno di calcagni e ginocchi! - La ruga
Sincide e si cancella, sorella
Al bruno arco
Del collo che non posso serrare,
Bacche
Occhiodimoro oscuri
Lanciano ami -
Boccate di un nero dolce sangue,
Ombre.
Qualcosaltro
Mi tira su nellaria -
Cosce, capelli;
Dai miei calcagni si squama.
Bianca
Godiva, mi spoglio -
Morte mani, morte stringenze.
E adesso io
Spumeggio al grano, scintillìo di mari.
Il pianto del bambino
Nel muro si liquefà.
Ed io
Sono la freccia,
La rugiada che vola
Suicida, in una con la spinta
Dentro il rosso
Occhio, cratere del mattino.
[S. Plath, Ariel]SYLVIA PLATH (Jamaica Plain, Boston, 27 ottobre 1932 – Londra, 11 febbraio 1963), poetessa e scrittrice statunitense, sposò il poeta inglese Ted Huges da cui ebbe 2 figli. Morì suicida alletà di 31 anni: è nota per il profondo senso di disperazione e malinconia che le sue opere, specialmente le poesie del periodo immediatamente precedente alla morte, trasmettono. Le sue opere più significative sono: il romanzo autobiografico La campana di vetro e le raccolte poetiche The Colossus e Ariel.
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