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Friday, March 30, 2007 - ore 16:19


LA VOCE A TE DOVUTA
(categoria: " Poesia ")


No, non ti amano, no./ Tu sì, tu ami davvero.

L’amore che hai in più/ se lo spartiscono esseri
e cose che tu guardi,/ che tu tocchi, che mai
hanno avuto amore prima./ Quando dici: “Mi amano
le tigri e le ombre”/ è solo che hai vagato
nelle selve e nelle notti,/ portando con te
la tua grande ansia d’amare./ Non sei fatta per essere amata;
tu vincerai sempre,/ amando, chi ti ama.
Amante, amata no./ E ciò ch’io potrò darti,
vinto, qui, adorandoti,/ tu stessa te lo dai:
è il tuo amore implacabile,/ che non ha con chi unirsi,
che ritorna a se stesso/ attraverso questo corpo
mio, permeato ormai/ dal ricordo infinito,
indimenticabile, eterno,/ di essere valso una volta
a che tu lo attraversassi/ - ancora sento il fuoco -
cieca, verso il tuo destino./ Dal ricordo che un giorno fra tutti
tu giungesti/ al tuo amore attraverso il mio amore.

[P. Salinas, La voce a te dovuta, XXXIII]


...piove: bell’inizio di primavera questo... ed io odio la pioggia, da sempre... Per non cadere in depressione a causa del maltempo uso un collaudato rimedio: leggo un libro.


In questo periodo mi diletto soprattutto di poesia ed il prescelto è La voce a te dovuta di Pedro Salinas (1891-1951), un poema d’amore in 70 componimenti: sarà che adoro la poesia in lingua spagnola (Neruda, non a caso, è uno dei miei poeti prediletti), ma ho trovato questa raccolta veramente suggestiva ed emozionante... Salinas, così come Neruda, descrive l’amore come per me dev’essere... l’amore che io vorrei...


Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l’ombra e l’anima.

T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T’amo senza sapere come, né quando né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

[P. Neruda]


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