“Voglio andare da tutti, da tutti coloro che pregano, dove essi pregano, dal beduino nella steppa, dalla carmelitana o dal monaco cistercense nei loro conventi, dal malato al suo letto di sofferenza, dall’uomo attivo nel pieno della sua vita, dagli oppressi, dagli umiliati… dappertutto… vorrei oltrepassare la soglia di tutte le case”(Giovanni Paolo II).
Homo Viator,
Giovanni Paolo II. Nel cuore custodisce l’ansia di portare ovunque il suo grido di salvezza. Da Roma punta in tutte le direzioni della Terra: dalle basiliche romane agli ippodromi e agli stadi di tutto il mondo.E’ un papa indefesso, instancabile. Deve andare in giro per il mondo perché deve salvare il mondo. Lo fa in nome di Dio. Ma è lui il generale di Dio che conduce la crociata contro il male che divora il mondo e contro le tentazioni che insidiano la Chiesa. Fosse vissuto nel Medioevo, avrebbe preso per motto
“Proeliare proelia Domini” (“Combattere le battaglie del Signore”), che era il vessillo di
san Giovanni da Capestrano contro i turchi. Gira il mondo e dice di voler difendere i “diritti di Dio”, resuscitando una formula della vecchia apologetica cattolica e delle battaglie clericali dell’Ottocento e del Novecento. In ogni suo viaggio, Wojtyla incontra i giovani, vuole incontrarli in massa, negli stadi, nei palazzi dello sport, nelle grandi piazze. Anche le celebrazioni liturgiche si trasformano spesso in una gran festa giovanile, in uno spettacolo di suoni e colori. A Caracas, un giovane sale di corsa sul palco dove il papa ha appena finito di parlare. Gli afferra la mano, l’alza in alto e lo proclama
“Campeon del mundo” in un uragano d’urla. A Parigi, al Parco dei Principi, nel vecchio velodromo che ha visto i trionfi dei vincitori dei Giri di Francia, un altro giovane lo proclama
“Atleta di Dio”. Le piazze, gli stadi, gli ippodromi, sono le nuove cattedrali del pontefice che parla al mondo, i nuovi luoghi dell’evangelizzazione dell’umanità intera. Le vecchie cattedrali spesso servono solo per raccogliervi gli ammalati o i vecchi, che il papa incontra e benedice (cfr Sandro Pozza,
Giovanni Paolo II: interpretazioni di un pontificato, 2005)
Wojtyla, il Papa innamorato!
Da Lassù, in quelle distese d’eterno e di poesia che quaggiù con umane parole hai cantato...custodisci i volti dei tuoi giovani che urlano:
"Santo Subito!"