Il principale pericolo della vita? Prendere troppe precauzioni. [A. Adler]
Adler sostiene che la
volontà di potenza dell’individuo può superare ogni
inferiorità, che le
precauzioni, usate dall’individuo per mascherare il suo complesso, senza però risolverlo, impediscono alla persona di vivere pienamente e quindi sono
negative... Vivere secondo la teoria adleriana quindi porta ad essere
persone positive, complete, capaci di altruismo ed amore... In base a questo sistema di pensiero però, io non sono né completa, né tanto meno capace di amare...
...è tutta oggi che penso di avere qualche
problema, anche serio,
nel comprendere l’affetto, espresso in ogni sua
sfaccettatura... ed ecco perché di solito
sbaglio a valutare attaccamento ed interesse delle persone nei miei confronti, fraintendendoli, e così
facendole soffrire e soffrendo...
ALFRED ADLER (Rudolfheim, Austria, 7 febbraio 1870 – Aberdeen, USA, 28 maggio 1937) è stato uno psichiatra austriaco. Al contrario di Sigmund Freud (1856–1939), fondatore della psicanalisi, che manteneva questa disciplina fermamente entro un orizzonte biologico (la psiche umana è un complesso sistema energetico determinato da conflitti istintuali e dalle crisi della sessualità infantile), Adler non accettò questo orizzonte e spostò la psicanalisi entro una prospettiva diversa, quella sociale: basilare è l’istinto sociale da cui derivano
tenerezza, altruismo, amicizia, amore.
L’individuo, in quanto essere razionale, cosciente e sociale è al centro della teoria della psicoterapia e del programma di educazione di Adler. Secondo lui un’inferiorità reale o un complesso di inferiorità possono essere superati grazie alla volontà di potenza dell’individuo, creando così varie forme di compensazione che determinano lo stile di vita della persona.