Anche nel 2007 ci può capitare di leggere sui giornali una
notizia come quella dell’adolescente che si è tolto la vita a Torino. Molti gli editoriali, ma anche i blog che hanno fatto trasparire la
rabbia per quanto è accaduto; al di là dell’appartenenza politica e del credo religioso, ritengo che quanto è successo al giovane Matteo debba far pensare, ed essere un’occasione per un serio
esame di coscienza per tutti noi. Per i figli senza valori, che non conoscono cosa sia il rispetto verso gli altri. Per i genitori che sono, nella migliore delle ipotesi,
assenti. La morte del ragazzo dovrebbe far riflettere anche alcuni nostri politici, di entrambi gli schieramenti - anche se ritenere che un branco di bulli senza cervello deridesse un compagno, uno studente modello sospettato di essere omosessuale, perché in qualche modo
legittimati dalle dichiarazioni di tristissimi personaggi come Paola Binetti della Margherita e Roberto Calderoli della Lega Nord, dalle incaute esternazioni di Rosy Bindi, Clemente Mastella, Buttiglione, Luca Volontè e Giulio Andreotti (che qualcuno qui considera persino un modello...) o dalle prese di posizione del Papa o di Bagnasco, pensandoci
bene, fa sorridere.
Li sopravvalutate, questi adolescenti: sicuri che siano interessati al mondo in cui vivono, che non accendano la TV se non per il Grande Fratello (il fatto che il ragazzino venisse apostrofato "Jonathan" la dice lunga sui loro "riferimenti culturali") o per collegarci la Playstation? Non so nemmeno se dare la colpa agli insegnanti, sempre poco attenti a quello che succede in classe - ne ho conosciuti certi che risponderebbero "beh, con due milioni di lire al mese devo mettermi a fare anche lo psicologo?" - e che negli ultimi tempi devono anche vedersela con i genitori che li aspettano sotto l’istituto in caso di voti troppo bassi. Collegandomi ad alcune
osservazioni che ho letto - e che in sostanza mi vedono
d’accordo - sono certo che questo bombardamento quotidiano a suon di DiCo e Family Day non sia che
una delle
tante cause - non la principale - di episodi come questo. Anche se, ovviamente, non facilita la
cancellazione di pregiudizi così duri a morire.

Pochi però riflettono sul fatto che i ragazzini sanno essere spietati anche verso un compagno in sovrappeso, disabile, straniero (o del sud). Quindi il mio pensiero di oggi va a
tutti i Matteo che, in una fase delicata e difficile come quella dell’adolescenza, non hanno sempre gli strumenti, o la forza per combattere l’ignoranza, la violenza e l’indifferenza che li circonda. Tutti dovremmo essere indignati. Ma non c’è più molto tempo da perdere: non servono i moralismi dei soliti "sepolcri imbiancati" (già me li vedo, questi compagni che lo offendevano, come se essere gay fosse
una colpa, una devianza, una macchia, una vergogna, a "pregare" per lui), nuovi "casi", nuove bandiere, nuove icone, nuovi pretesti. Specie dopo che il prete, zio del ragazzo, arriva a dire che "non bisogna colpevolizzare nessuno, perchè
nessuno è colpevole". Sarebbe stato infatti "troppo sensibile e delicato e fragile per questa società". Considerazioni che mi lasciano
senza parole.
Mi è venuta subito in mente una canzone, che è tra le meno conosciute del vasto repertorio di
Elton John e che ho pensato di condividere con chi segue questo mio spazio. Il brano risale all’inizio degli anni Ottanta, e il co-autore
Tom Robinson (che ha scritto "Bully For You" con Peter Gabriel) ha inserito il videoclip, che altrimenti sarebbe introvabile, su YouTube.com. Dopo tante antologie superflue, la Universal Music potrebbe progettare una raccolta su più dvd con tutti i
video del sessantenne cantautore di Pinner.