E se anche nell’uomo vigesse il principio del piano cartesiano? A scuola te lo insegnano da bambino per individuare la posizione di un punto nello spazio. Due rette perpendicolari, un punto d’intersezione, uno spazio circoscritto. Una orizzontale, l’altra verticale. Come le due dimensioni dell’uomo: il corpo e l’anima. Intersecando il mistero dell’anima e le vibrazioni del corpo scopro la mia posizione nel creato. Utopistico! Meglio: provocatorio!
Ogni giorno la cronaca ci rammenta l’orizzonte. La7 e Giuliano Ferrara con il loro “Stato di paura”, padovarulez.com e scuolazoo.com con reportage di bravate, eccessi e pazzie, Marco (nome in codice), zaino a tracolla e occhiali da sole, che conferma: “La coca? Una figata!”, il dramma del dott. Saccaro e il suo duplice tentato omicidio, il suicidio a Torino di Matteo e l’ultima frontiera del bullismo: quella delle parole. Sono le voci, i colori, le musiche di un mondo che sempre più vorrebbe gridare: “Sentinella, quanto manca della notte?” (Is 21,11). E’ un orizzonte che ci fa tremare e innamorare, provare vertigini e angoscia, stupore e brividi.
Poi l’alba di tre giorni santi per arrampicarci nella dimensione verticale. L’acqua che rumoreggia nel catino il Giovedì Santo, il silenzio nascosto del Venerdì Santo, l’alba del Sabato Santo che anticipa la Risurrezione. Incoraggiante: la storia non è finita! Agli inizi d’aprile di due anni fa, un vecchio profeta, stretto al suo bastone, venne carezzato dalle mani di quel Dio che cantò con coraggio sulle strade del mondo. Dolorante, sfigurato, immobilizzato…
Giovanni Paolo II è stato profeta incredibile e credibile di un cristianesimo dell’innamoramento, non dell’abitudine. Uomo che, ad 84 anni, ha avuto il coraggio inaudito di gridare al mondo:
“Alzatevi, andiamo!”. Un sognatore che con gli occhi piantati nel presente non ha mai rimpianto il passato, ma ha gettato lo sguardo al di là della storia. Un seduttore che ha strillato ai giovani di dire al mondo che la storia di Dio non è finita. Sul loro sguardo fragile ma colorato… ha messo la nostalgia di un futuro tinto di primavera.
Lui e un altro protagonista della Pasqua:
il buon ladrone. Da brigante ad ostia di santità. L’assassino, il furfante, il terrorista professionale… diventa santo. Pensa: è bastato uno sguardo celato negli occhi del Cristo per aizzare la voglia d’Eternità assopita nell’anima. E’ l’unico – come ricorda Luigi Santucci - che ancora crede di morire al fianco di un re. Non rassegnarti: basta un gesto per rovesciare la storia!
Dato che nel piano cartesiano di Dio vige il principio del rischio per accendere la fede. Ha rischiato il tutto per tutto quel brigante che ancora sognava la santità. Ha rischiato perché Dio per primo ha osato la faccia. La fede è un rischio: ma il rischio peggiore è non rischiare mai!
“Alcuni vivono con una tale cautela, che muoiono quasi nuovi di zecca”(M. RICHTER). Vale la pena?
Non ti scrivo
“Buona Pasqua”.
Voglio dirti il massimo. L’assurdo:
“Cristo è risorto”!