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Tuesday, April 10, 2007 - ore 17:09


21 DEL LUNARIO – 1/4
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Guarda che luna, guarda che luna, Fred! Potrei morire adesso, qui, pur non avendo mai vissuto, e non ci sarebbe nessuna ragione, come per quelli che si schiantano di sabato sera, come per tutte quelle crisalidi acerbe, che hanno troppo-tanto per capire e troppo-poco per capire.
I bulloni di questa passerella, Li vedi?, sono così parigini e corrosi che vienvoglia di una chiave inglese e di provare, di provare a salvarsi dall’autocompassione e sganciarci.
Io sono giovane, ma non per sempre. Vent’anni passano che credi ancora di averli in pugno, e ti ritrovi in polvere comunque.
Ma sarà sempre così?
Pensieri celati?
Competizione?
Ambiguità?
Prostituirsi?
Passeremo la vita – all night long – su di un filo bianco evitando in tutti i modi di sporcarlo?
Io, Fred, tu lo sai, io rovino, ma non sporco.
Io rovino gli affetti, ma non li sporco.
Io rovino per terra, ma non sporco.
Sono aria, aria che rischia, che fischia, che fende, che scoppia, e quel filo bianco penso sia ora di tagliarlo.
Vedere che succede.
Perché così non si può fare, mio caro amico, dondolare e ciondolare e rimbalzare e aggredire e trafugare e altalenare… troppi verbi all’infinito, ancora, che non hanno estremi, come gli amori nefasti delle anime liete solo in territori franchi.
Io parlo del vivere, Fred, mi capisci? Non parlo solo di lei e dei suoi occhi azzurri e carichi di comete. Lei se ne andrà com’è venuta, insieme alla colpa di dover dormire e all’acquasanta. Io parlo del vivere, del vivere e non sprecare, e che se avessi il tempo adesso, qui, il tempo dei nostri anni esistiti, esistiti davvero!, non lo scaglierei di nuovo con tanta sicurezza e piombo.
Sono ancora giovane, Fred, sono ancora giovane, ancora giovane, ancora giovane…




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