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Non è più dunque agli uomini che mi rivolgo, ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi:
se è lecito che delle deboli creature, perse nell’immensità e impercettibili al resto dell’universo, osino domandare qualche cosa a te, che tutto hai donato,
a te, i cui decreti sono e immutabili e eterni, degnati di guardare con misericordia gli errori che derivano dalla nostra natura.
Fa’ sì che questi errori non generino la nostra sventura.
Tu non ci hai donato un cuore per odiarci l’un l’altro, nè delle mani per sgozzarci a vicenda;
fa’ che noi ci aiutiamo vicendevolmente a sopportare il fardello di una vita penosa e passeggera. Fa’ sì che le piccole differenze tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi,
tra tutte le nostre lingue inadeguate, tra tutte le nostre usanze ridicole,
tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate,
tra tutte le nostre convinzioni così diseguali ai nostri occhi e così uguali davanti a te,
insomma che tutte queste piccole sfumature che distinguono gli atomi chiamati "uomini" non siano altrettanti segnali di odio e di persecuzione.
Fa’ in modo che coloro che accendono ceri in pieno giorno per celebrarti sopportino coloro che si accontentano della luce del tuo sole;
che coloro che coprono i loro abiti di una tela bianca per dire che bisogna amarti, non detestino coloro che dicono la stessa cosa sotto un mantello di lana nera;
che sia uguale adorarti in un gergo nato da una lingua morta o in uno più nuovo.
Fa’ che coloro il cui abito è tinto in rosso o in violetto, che dominano su una piccola parte di un piccolo mucchio di fango di questo mondo,
e che posseggono qualche frammento arrotondato di un certo metallo, gioiscano senza inorgoglirsi di ciò che essi chiamano "grandezza" e "ricchezza",
e che gli altri li guardino senza invidia: perché tu sai che in queste cose vane non c’è nulla da invidiare, niente di cui inorgoglirsi.
Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli!
Abbiano in orrore la tirannia esercitata sulle anime,
come odiano il brigantaggio che strappa con la forza il frutto del lavoro e dell’attività pacifica!
Se sono inevitabili i flagelli della guerra, non odiamoci, non laceriamoci gli uni con gli altri nei periodi di pace,
ed impieghiamo il breve istante della nostra esistenza per benedire insieme in mille lingue diverse,
dal Siam alla California, la tua bontà che ci ha donato questo istante.



AMEN!!

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"PREGHIERA A DIO"
Dal "Trattato sulla tolleranza" del 1763








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Thursday, April 12, 2007 - ore 08:44



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Stamattina fischiettavo questa canzone...


Ehi ci stai a farti una risata,
a vivere ogni tanto
la tua vita alla giornata.
Ehi ci stai
a far due passi insieme,
su campi di trifoglio
sotto cieli di cotone

ci stai a fare un rock
portarlo per la strada,
ci stai ad esser sempre tu
qualunque cosa accada
ci stai un po’ per gioco
a toglierti la gonna,
a metterti nel letto
con la gioia di esser donna
ma ci stai o no
a credere in qualcosa
volare rasoterra
senza chiedere mai scusa
ehi ci stai
a far la doccia insieme
impegno o disimpegno
un po’ di fresco ci sta bene
ci stai a rotolare
nel fango della strada
a stare in equilibrio
sulla lama di una spada
Ci stai a scatenarti,
a farti un giro in pista
con i Blue Jans a pelle
ed il seno bene in vista
ma ci stai o no
ci stai a questo gioco
che sembra cosi’ poco
ma che invece non lo e’

Ehi ci stai
a farti una bottiglia,
parlare ad un amico
senza dirgli che si sbaglia
ehi ci stai
a fare penitenza
scontare i tuoi peccati
senza averli confessati
per goderli un po’ di piu’

Ci stai a fare un rock
portarlo per la strada
ci stai ad esser sempre tu
qualunque cosa accada
ci stai un po’ per gioco
a toglierti la gonna
a metterti nel letto
con la gioia di esser donna
ma ci stai o no?


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