
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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giovedì 12 aprile 2007 - ore 12:26
Brufolismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Avevo già narrato qualcosa in riguardo alle mie
disavventure epidermiche. In soldoni, ve lo dico adesso così fuori dai denti, da 3 mesi sono piena di brufoli. Davvero, ho la fronte tempestata di brufoli. L’acne che tanto generosamente mi aveva risparmiata in pubertà mi si è riproposta con prepotenza, e sono tornata adolescente. Già mi danno 5 anni di meno, coi brufoli mi scambiano per una da festa delle medie. Iniziavo a provare imbarazzo, mi sentivo a disagio in mezzo alla gente, il mio corpo non mi apparteneva più, non c’erano più le mezze stagioni, i semafori non fiorivano e la magnolia non smetteva di gridare.
Così ieri, preso coraggio, sono andata dal mio medico e abbiamo appurato che ho un problema di tensione nervosa. Sono tesa, sono una donna stressata. Che fa molto donna adulta, e mi ha dato quasi soddisfazione mista con una punta d’orgoglio, proprio per l’appellativo
donna adulta - cosa che non dovrebbe stupirmi, in realtà, a 26 anni, ma tant’è.
Il dottore ha detto che questaa particolare esplosione sul mio viso deriva da stress accumulato e mai somatizzato, che dovrei trovarmi uno sfogo alternativo, che dovrei esporre di più le mie idee, parlare con qualcuno e non tenere tutto dentro di me, che mi fa male e abbiamo già più volte assistito alle conseguenze del mio nervosismo, risoltosi con manifestazioni differenti. Dice che non gliela racconto giusta, che c’è qualcosa che non va, e vuole saperlo. Ma io a lui non lo vado mica a dire.
Mi sto convincendo che la mia presenza in ambulatorio, nonostante sia abbastanza sporadica, diventi per lui momento di gioia e di stimolo, primo perché ci facciamo delle gran chiacchierate e io interagisco alla grande puntando sulla mia simpatia e la mia burlesca incompetenza, secondo perché non mi lascia mai andare via. Non mi lascia uscire. Mi tiene dentro per un sacco di tempo e cerca di leggermi nel pensiero. A un certo punto durante le nostre conversazioni si blocca, ed è quando sente la parola magica che cambia di volta in volta, e inizia a farmi domande a raffica, e la conclusione è il più delle volte così scontata che non lo sto neanche ad ascoltare, tanto lo so che mi dice di andare in palestra.
Si è risentito quando gli ho dato la mia personale spiegazione del mio malessere e delle mie eruzioni cutanee, sostenendo che derivano dalla mia mancata accettazione dei 26 anni. Ho infatti scoperto che i brufoli sono apparsi quando mi sono avvicinata a questa fondamentale svolta di vita, e hanno iniziato a diminuire quando mi sono arresa all’inizio del decadimento del mio corpo. Davvero, mi sono riempita di punti rossi sulla faccia alla soglia dei 26 anni, che non dimostro e mai dimostrerò. È tutto nella mia testa. Il dottore non sembrava aver apprezzato la mia diagnosi così approfondita, che gli ho esposto con chiarezza e termini altamente scientifici; e addirittura si è risentito ancora di più quando gli ho detto di aver effettuato una ricerca su internet per farmi una vaga idea su quello che poteva essermi successo negli ultimi tre mesi. Alla parola magica (che in questo caso, se non si fosse capito, è internet), mi ha interrotta all’improvviso con espressione seriosa, appoggiando la penna sullo scrittoio, fissandomi negli occhi. Ed è diventato Belzebù. Mi sono subito accorta della gaffe, ma non potevo rimediare senza dire qualche stronzata. Così l’ho buttata sul ridere, e lui è tornato felice come ogni volta che mi vede varcare la porta del suo studio.
Credo mi consideri un’ottima paziente, gli propongo sempre casi semplici e divertenti, come l’allergia all’antibiotico che mi aveva provocato l’orticaria, o il mio ipotizzato tumore al seno, per il quale l’ho costretto a ordinarmi una risma di inutili esami. O la labirintite, o l’allergia al cioccolato che mi fa venire i tagli sulla lingua, o quando credevo fosse un callo ed era una verruca, o quando gli ho chiesto la certificazione per fare Judo, e poi quando il mese dopo mi ha chiesto come andava ho dovuto dirgli che avevo fatto solo 2 lezioni. Sono una paziente straordinaria.
Ecco qui un’immagine del mio brufolo sul naso.
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Scherzo!!!
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