[
Per Great Fang: lo spunto di partenza del post viene da una nostra chiacchierata]
Parlando con un amico, stamattina ci siamo ritrovati a discutere di
follia e
pazzia... di chi è
matto e di chi è
normale... E siamo arrivati entrambi alla stessa
conclusione: siamo decisamente pazzerelli tutti e due, ma
meglio essere bizzarri che essere tristemente normali, visto le aberrazioni che riesce a produrre la mediocrità... Ovviamente, parlando di insania è uscito fuori
Erasmo con il suo
Elogio della follia...
ERASMO DA ROTTERDAM (Rotterdam, 1466 – Basilea, 1536), nome latinizzato di
Geert Geertsz, è stato un insigne umanista e teologo olandese. Firmò i suoi scritti con lo pseudonimo di
Desiderius Erasmus. La sua opera più conosciuta è l’
Elogio della follia.
Sebbene Erasmo sia rimasto per tutta la sua vita cattolico, criticò con magistrale e caustica ironia gli abusi della Chiesa Cattolica, dall’interesse di pontefici guerrieri come papa Giulio II all’ampliamento dello Stato della Chiesa, alla vendita delle indulgenze, al culto delle reliquie, per proporre invece una
philosophia Christi che si incardinasse su una religiosità interiore, sostanziata da una pratica costante della carità.

L’
ELOGIO DELLA FOLLIA (titolo greco:
Morias Enkomion, titolo latino:
Stultitiae Laus, titolo olandese:
Lof der Zotheid) è un saggio scritto nel 1509 da Erasmo da Rotterdam e pubblicato per la prima volta nel 1511. Il lavoro fu originariamente completato nel giro di una settimana mentre Erasmo soggiornava con Tommaso Moro nella residenza di quest’ultimo a Bucklersbury.
Elogio della Follia è considerato uno dei lavori letterari più influenti della civiltà occidentale e un catalizzatore della Riforma protestante.
L’opera inizia con un encomio in forma satirica alla maniera del greco Luciano, un pezzo di sciocchezza virtuosa e acquisisce poi un tono più scuro in una serie di orazioni, quando la Follia predica di autoingannarsi e di diventare matti e muove verso un esame critico dei pii, ma superstiziosi, abusi della dottrina cattolica e di alcune pratiche corrotte della Chiesa Cattolica Romana -alla quale per altro Erasmo fu sempre fedele- e la follia dei maestri (incluso Erasmo). Il saggio finisce con una schietta e commovente dichiarazione sui veri ideali cristiani.
La Follia sfila come uno degli dei, figlia di Ricchezza e di Freschezza e allevata dall’ignoranza e dall’ubriachezza, i cui fedeli compagni includono
Philautia (Vanità),
Kolakia (Adulazione),
Lethe (Dimenticanza),
Misoponia (Accidia),
Hedone (Piacere),
Anoia (Demenza),
Tryphe (Licenziosità),
Komos (Intemperanza) e
Eegretos Hypnos (sonno mortale).