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Thursday, April 12, 2007 - ore 16:04


Io odio l’odore di sole
(categoria: " Pensieri ")


Una finestra aperta su di una piccola stanza tinta di bianco, i raggi che strisciano sul parquet strisciato e sulle decine di libri che stanno gettati senza ordine alcuno. E’primavera, l’aria è limpida e azzurro pallido, c’è il canto degli uccelli intorno alla casa di quel paese così tranquillo, e nessuna nota oscura tra quelle vie.
La finestra della piccola stanza tinta di bianco dà sull’unica terrazza della casa, e sulla ringhiera vi sono appoggiate lenzuola e coperte, esposte all’aria tiepida. Davanti alla terrazza c’è un grande albero sottile, dalle foglie a forma di stella che, quando vengono scosse dal vento, producono un suono che sembra una voce. C’è sempre stato, quell’albero, come ci sono sempre state le case dai tetti opachi, la primavera che profuma di cielo sereno e canti di uccelli. Ma ciò che un tempo c’era e ora non v’è più è una bambina dagli occhi grandi e verdi, i capelli color mogano e l’aria sognante, che non aveva paura, parlava poco e non chiedeva mai. Aveva un viso sottile, e labbra rosee che davano un pò di colore alla pelle sempre candida, e, poichè odiava la sensazione dei capelli lunghi che scendono sul collo, li portava sempre raccolti, per poterli scuotere e fingere di essere un cavallo bianco che agita la coda di seta.
Guai a farla arrabbiare, quella bambina, e tutti i suoi compagni di gioco lo sapevano bene. Costringeva gli altri ad obbedire ai suoi ordini con il semplice suono delle sue parole già troppo crudeli, e quando decideva il da farsi nessuno osava contraddire la sua sentenza.
Era felice, quella bambina, e viveva qui.
Le piaceva molto, il sole, e l’odore che i raggi donavano alle coperte e alle lenzuola sulla terrazza la incuriosiva moltissimo, tanto che spesso vi tuffafa il viso, affascinata, e respirava così a lungo.
Ora, però, quella bambina non c’è più.
Non vive qui, adesso, e nessuno sa dove sia in questo momento.



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