
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Monday, April 16, 2007 - ore 18:24
Cibismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’è la Cibia e c’è la Pipia, da lì non si scampa, ci si può riassumere un mondo. Cibia sono le lettere che accostate con pronuncia incerta definivano il mio nome emesso dalle labbra di una me infante, fino a circa i due anni d’età. Pipia nasce con lo stesso significato, ma è stato pronunciato forse per sbaglio una sola volta: come un refuso, un errore di stampa, ma è diventato il nomignolo con cui ogni tanto mia nonna mi invoca nei suoi deliri senili.
Quando penso alla Cibia mi vedo sorridente, solare, con i miei boccoli e la frangetta, con i vestitini rossi, che corro come una fatina scalza e barcollante, che raccolgo ranuncoli, margherite e papaveri nel campo davanti casa. E sento la mia voce di bimba, come ti chiami? Cibia Otto. Cibia lo sento mio, suona così dolce e indifeso, così sognante e leggero, così Silvia. La Pipia invece mi ricorda momenti brutti, anche se non ce ne sono stati di così terribili, ma è come un ricordo triste perché non mi è mai piaciuto il nome Pipia; è una parte di me che riconosco ma non approvo, non è del tutto parte di me pur essendo fondamentale. Cibia è melodioso, Pipia è cacofonico. Pipia è quello che odio di me, Cibia è quello che amo. Entrambe sono quello che sono. Cibia e Pipia, pur fungendo entrambe da lattanti sosia di Silvia, rappresentano due facce di me, convivono da sempre in un corpo che cresce e non matura. Con la testa a Cibia e Pipia.
Cibia contro Pipia. Silvia contro Silvia. Kramer contro Kramer. Io che lotto con me stessa, litigo per l’affido della mia personalità, discuto sul possesso della casa, dei mobili, sulla divisione dei beni. Dovrei risolverla così la questione tra Cibia e Pipia, infuriarmi ma alla fine amarmi, dopo tanti anni di iraconda condivisione. Dovrei litigare con me stessa e capirmi, far venire fuori qualcosa di buono. Ma per ora no, solo sciocchi bisticci che vanno e vengono, e che alla fine fingo di non sentire, come se non fossero importanti.
Perché mi dicono che non sono importanti e io fingo di crederci. E lo saranno quando sarà troppo tardi. E fingerò che la colpa sia come sempre della Pipia che non ho mai amato.
Ah, quasi dimenticavo... questa è la Cibia.


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