
Ricky82, 26 anni
spritzino di Padova
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Cè troppo marciume in giro, e tocca a noi giovani vedere di cambiare le cose. Spazio non ce lo daranno mai, bisognerà prenderselo!
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In alternativa mi accontento anche di una coast sola!
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Sto preparando l’esame di Stato (gli esami non finiscono mai...)!
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Allegro ma scazzato!
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Monday, April 16, 2007 - ore 23:53
Fisologia o patologia?
(categoria: " Riflessioni ")
Riporto qui di seguito uno studio fatto da "Altroconsumo", che va ad analizzare un vero e proprio problema secondo me, un problema economico di tipo diretto ed indiretto, e un problema di mentalità, che poi, sempre a mio modesto parere, è alla base di molti fatti di cronaca nera.
Al giorno d’oggi infatti la gravidanza viene vissuta dalla donne come una malattia, lo sviluppo fetale diventa un problema psicologico per la gestante che si vede brutta e rischia la depressione, e un problema fisico per cui ogni piccolo sintomo viene idealizzato come pericolos per la salute della mamma e del figlio con conseguenti periodi di riposo assoluto e conseguente aumento del rischio di depressione.
Il problema economico è altrettanto importante: ormai le donne vanno in maternità fin dal primo mese, iniziano ad assumere integratori di ogni tipo e fanno centinaia di esami decine di volte a distanza di poche settimane, con notevole spesa pubblica, spesa familiare e mancata produzione a livello lavorativo.
Bisognerebbe che i medici, ma anche i media, incominciassero a riscoprire la maternità come un fatto naturale, al quale la Natura pensa già da se e in maniera molto efficace, e che le visite e tutte le altre precauzioni sono giuste in una determinata misura, ma non strettamente necessarie, anzi ritengo che abbiano più effetti "collaterali" che benefici.
Ora vi lascio al breve estretto, e mi raccomando,
riflettete bene! Troppi esami medici, ecografie e integratori inutili per le italiane in dolce attesa, secondo un’indagine su 1.691 donne in gravidanza realizzata da Altroconsumo. A partire dagli esami del sangue: alla metà delle intervistate, in fatti, ne sono stati prescritti più di quelli previsti e rimborsati dal Servizio sanitario nazionale. Eccessivi anche gli esami di screening, prescritti a donne a cui non sono raccomandati - come l’amniocentesi in giovane età - e di integratori di vitamine e minerali consigliati nel 60 per cento dei casi, e quasi sempre inutili. Più che eccessivo, infine, il numero delle ecografie con una media di 6 esami nei 9 mesi, il doppio rispetto ai 3 previsti dalle Linee guida nazionali, con il 20 per cento del campione che ne ha eseguito almeno 9. Secondo l’indagine di Altroconsumo - realizzata attraverso questionari distribuiti alla future mamme - il 98 per cento del campione è stato seguito durante la gravidanza da un ginecologo e solo l’11 per cento riferisce di essere stato seguito anche da un’ostetrica.
Altissima, il 70 per cento, la percentuale di donne che si fa assistere da un ginecologo privato, spendendo per la gravidanza in media quasi 600 euro. Scarsamente utilizzati i consultori, solo nell’8 per cento dei casi. Tra gli esami più eseguiti, al primo posto quello per la toxoplasmosi (il 98 per cento), mentre tra i meno effettuati c’è quello sulla sifilide (33 per cento). Secondo gli esperti di Altroconsumo, in questo settore è necessario ridurre le spese superflue. Occorre, quindi, "un richiamo alla deontologia dei ginecologi - si legge in una nota - e più informazioni alle donne". Azione che, "a fronte di un iniziale costo produrrebbero benefici tangibili, sia sul piano educativo che economico, sul lungo periodo".
Il dossier è disponibile su www.altroconsumo.it.
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