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SONDAGGIO: MA SECONDO TE L’’ALCOLISMO PUÒ INFLUIRE SULLE CAVIGLIE?


ovvero quando ti trovi a tu per tu con una bottiglia di alcolici. cosa le dici?

sto tagliando le unghie dei piedi
carrè di maiale
sto imparando a ballare il negrese da odum
sono pieno di gin, cmq rispondo la cinque
sto limonando con costanza
che anche un formaggio ha dei sentimenti

( solo gli utenti registrati possono votare )

Tuesday, April 17, 2007 - ore 13:02


SCUSA.VOLEVO CHIEDERE SCUSA AD UNA PERSONA
(categoria: " Sport ")


CIAO. DOMANDO SCUSA.ULTIMAMENTE IL MIO CERVELLO è PIENO DI MERDA

TI DEDICO FOTO MESSE A CASO.















VIDEO A CASSO,NN A CASO




















sapevo che era una stronzata, lo sapevo già mentre lo stavo solo pensando, il vento fischiava nelle mie
orecchie cosiccome i pensieri che si capovolgevano impazziti.
guardavo intorno a me circospetto e incredibilmente disilluso.
sapevo...sapevo che era una fottuta stronzata... tasto la tasca con frenesia e nevrosi, controllo
l’ora e mi accendo una sigaretta.
l’effetto del sole in controluce mi spasimava oltremodo, per reggermi mi appoggio ad una frassino nudo.
l’uomo dei biscotti mi guarda come instupidito dalle droghe e cerca di vendermi qualche piccolo fiore.
mi faccio lontano dalla calca con passi sempre più incerti; mi arresto un secondo, mi tasto le tasche..affanno
e rischio la caduta..
respiro forte, un bagno turco, mi sento immerso in una maleodorante minestra di fagioli e carote marcite.
ginocchioni mi avvio verso l’appartamento.
il sole è ora sopra la mia testa rincretinita.
è sempre più una stronzata, ho la bocca chiusa, serrata più che chiusa, senza bave senza voglie.
mi ritrovo nel deposito dei bus mentre guardo lingue impazzite blu salire e scendere dai bus,
un alito mortifero mi scalcia da dietro, rimango paralizzato in posizione ducale, un gelato dimmerda!
cerco un vago senso a quella masnada di colori opachi. poi un fischio fortissimo e odore di pollo fatto ai ferri
da un cinese senza cervella.
faaaa questo è troppo, mi lascio abbindolare dalla peristalsi inversa e getto schizzetti di putrido sbocco sul
marciapiede dorato, gli schizzetti prendono vita, assumono forme disparate (disperate?) piccoli spermatozoi
intestinali. non ero pronto alla paternità.
corro, o così mi credo, verso un bus fermo; la lingua ne esce gremita di giocolieri.
agghiaccio su un tavolinetto di marmo, sembra li apposta per me, mi sento una sporca cavia prostituta,
dovrei vendere i reni per mantenere i miei vizi.
mi accorgo a fatica che ho due gambe.
è tutto cosi cubico, un cubicolare urlo di sfogo segretariesco, le fiamme escono da una casa pericolante,
ho esagerato con l’olio. nella friggitoria di fronte servono carne UMANA. sento le voci vorticose che si
accavallano fuori dai bar e fuori dalle donne.
sento ennio morricone e la sua orchestra che mi suonano dei pezzi famosi e mi corrono dietro.
corro corro orrendamente e dei trucchi pesanti di donne mi fermano, ho la faccia zozza e trita.
ho ancora impressione di suonare motivetti hawaiani ma ora mi sento tragicamente felice. un volto viola
da baciare, un culo rosa da possedere. tutta la ciurma di hector il segaiolo si è fatta avanti.
occazzo..
questo giro non ne esco . con le mie gambe non ci esco.
ho due gambe. me ne accorgo a fatica.
il sole ormai sta alzando il proprio tiro sui palazzoni a specchio, non ho fatto molta strada, tutto è ciecamente
stupido. una forma di uomo mi accompagna, parla lingue astruse e mi indica ai più.
parte una stupenda sassaiola nei miei confronti. la lapidazione più dolce del mondo.
la riabilitazione non mi ha fatto avere nemmeno un orgasmo.

la noia è la droga più brutta del mondo.


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