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Friday, March 12, 2004 - ore 10:58
Grand Jacques
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Il 9 ottobre del 1978 muore per un cancro al polmone Jacques Brel, il più influente cantautore, insieme a George Brassens, che abbia calcato le scene francesi nella seconda metà del Novecento. Artista completo, cantante, mimo, teatrante. Oltre alla sua voce, nervosa e nitida, fondamentale è la gestualità;le sue braccia si muovono dando vita ed espressione a personaggi - attraenti o repulsivi - che non vengono volutamente descritti in modo dettagliato attraverso il testo.
Tra le sue canzoni più famose, si ricordano
Ne me quitte pas,
La valse a mille temps,
La chanson des vieux amants,
Jef,
Amsterdam,
La ville s'endormait.
Temi contrastanti si alternano con ironia, sarcasmo, ma anche dolcezza.
Molti sono gli artisti che si sono cimentati in rifacimenti dei suoi pezzi: in Italia ricordiamo senz'altro Patty Pravo ("Non andare via", "La canzone degli amanti"), Gino Paoli, Bruno Lauzi, Rossana Casale, Duilio Del Prete. Celine Dion ha cantato in più eventi live "Quand'on n'a que l'amour", artisti di culto come Marc Almond e Scott Walker hanno inciso interi album tributo; David Bowie ha reinciso "La mort" e "Amsterdam" in inglese. Ma il suo successo più reinterpretato è "Ne me quitte pas" (If you go away), che vanta riletture di artisti come Frank Sinatra, Shirley Bassey, Sting, Dusty Springfield, Julio Iglesias, Alison Moyet, i già citati Almond e Walker, e recentemente anche Patricia Kaas e Cyndi Lauper. Tra i cantautori che invece sono stati influenzati dallo stile di Brel c'è sicuramente il grandissimo Leonard Cohen.
Note biografiche Jacques Brel nasce l'8 aprile 1929 a Bruxelles, da padre fiammingo e madre con sangue francese e spagnolo nelle vene; il rapporto con la parte fiamminga del suo paese sarà sempre problematico ed altalenante, mentre la figura di Don Chisciotte ed atmosfere spagnoleggianti ritorneranno sovente nell'immaginario creativo dell'artista. Il padre gestisce una fabbrica di cartoni, e Jacques comincia infatti a lavorare come impiegato, rinunciando nel frattempo anche agli studi; ma trova sfogo alla sua personalità comunicativa e anticonformista in numerose recite teatrali e soprattutto in canzoni di sua composizione, eseguite in cabaret locali e feste studentesche.
Nel febbraio 1953 incide il primo disco, un 78 giri con due canzoni: "La foire" e "Il y a", e viene notato dallo scopritore Jacques Canetti. Il primo album, "Grand Jacques" (1954) cattura invece l'attenzione di Juliette Gréco, che realizza una cover del brano "Le diable". Proprio grazie all'incontro con la Gréco, Brel comincia una collaborazione fruttifera con il pianista Gérard Jouannest e l'arrangiatore François Rauber.
E' nel 1957 che tutta la Francia si accorge di lui; "Quand on n'a que l'amour" vince il Gran Prix du Disque, mentre il primo vero e proprio hit internazionale è “La valse a mille temps” del 1959. Fino al 1966 il ritmo di esibizioni è sovrumano (arrivando a volte a 350 serate l'anno…). Nel '66 Brel decide di dire basta agli appuntamenti live; voglioso di emozioni nuove, confacenti ad una personalità sfaccettata ed inquieta come la sua, fa del teatro il suo primario interesse. Nel 1968 riadatta la commedia americana "L'uomo della Mancia" e nei cinque anni successivi si dedica al cinema. Il secondo addio alle scene, del 1974, dovuto a gravi problemi di salute, sarà invece il più drastico: infatti lascia Parigi, la Francia e i propri affetti per trasferirsi in Polinesia (grazie ai suoi brevetti aeronautici e marini, prende a vagabondare per cielo e per mare). Jacques si stabilisce definitivamente ad Atuona, un villaggio di Hiva Oa, isola dell'arcipelago delle Marchesi, lo stesso sito dove si esiliò Paul Gauguin. Un anno prima della morte, torna a Parigi in gran segreto e incide in presa diretta diciotto canzoni, dodici delle quali saranno pubblicate su un album atteso da quasi dieci anni, chiamato sobriamente "Brel" (vende più di un milione di copie).
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