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Non è più dunque agli uomini che mi rivolgo, ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi:
se è lecito che delle deboli creature, perse nell’immensità e impercettibili al resto dell’universo, osino domandare qualche cosa a te, che tutto hai donato,
a te, i cui decreti sono e immutabili e eterni, degnati di guardare con misericordia gli errori che derivano dalla nostra natura.
Fa’ sì che questi errori non generino la nostra sventura.
Tu non ci hai donato un cuore per odiarci l’un l’altro, nè delle mani per sgozzarci a vicenda;
fa’ che noi ci aiutiamo vicendevolmente a sopportare il fardello di una vita penosa e passeggera. Fa’ sì che le piccole differenze tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi,
tra tutte le nostre lingue inadeguate, tra tutte le nostre usanze ridicole,
tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate,
tra tutte le nostre convinzioni così diseguali ai nostri occhi e così uguali davanti a te,
insomma che tutte queste piccole sfumature che distinguono gli atomi chiamati "uomini" non siano altrettanti segnali di odio e di persecuzione.
Fa’ in modo che coloro che accendono ceri in pieno giorno per celebrarti sopportino coloro che si accontentano della luce del tuo sole;
che coloro che coprono i loro abiti di una tela bianca per dire che bisogna amarti, non detestino coloro che dicono la stessa cosa sotto un mantello di lana nera;
che sia uguale adorarti in un gergo nato da una lingua morta o in uno più nuovo.
Fa’ che coloro il cui abito è tinto in rosso o in violetto, che dominano su una piccola parte di un piccolo mucchio di fango di questo mondo,
e che posseggono qualche frammento arrotondato di un certo metallo, gioiscano senza inorgoglirsi di ciò che essi chiamano "grandezza" e "ricchezza",
e che gli altri li guardino senza invidia: perché tu sai che in queste cose vane non c’è nulla da invidiare, niente di cui inorgoglirsi.
Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli!
Abbiano in orrore la tirannia esercitata sulle anime,
come odiano il brigantaggio che strappa con la forza il frutto del lavoro e dell’attività pacifica!
Se sono inevitabili i flagelli della guerra, non odiamoci, non laceriamoci gli uni con gli altri nei periodi di pace,
ed impieghiamo il breve istante della nostra esistenza per benedire insieme in mille lingue diverse,
dal Siam alla California, la tua bontà che ci ha donato questo istante.



AMEN!!

VOLTAIRE:

"PREGHIERA A DIO"
Dal "Trattato sulla tolleranza" del 1763








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Wednesday, April 18, 2007 - ore 23:25



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ma come mi è venuto in mente di far partire la lavatrice adesso.

Aspettando che finisca rimugino, questo è il mio stato in questo periodo, sono rimuginante.

Rimugino sul passato remoto, sul passato prossimo, sul presente e sul futuro...mai come adesso stò riuscendo a farlo.
A volte ho la sensazione che sia tutto un bel minestrone e faccio fatica a trovare uno straccio di bandolo, una logica, un filo conduttore, una motivazione...
A volte invece vedo degli sprazzi di lucidità e sono felice.
Per alcune cose mi sento in stand by, ma altre che erano rimaste assopite per anni, stanno riprendendo importanza, energia, le avevo costrette a ricoprire ruoli assolutamente secondari nei miei pensieri e nelle mie priorità, erano sbiaditi...adesso sono lì che si fanno rivedere e diventano finalmente nitidi.
Riprendere in mano il passato con rinnovata energia, è quello che da tanto tempo speravo che succedesse e adesso, solo adesso posso rimpiangere e capire quanto poco ci voleva allora, ma allora per me era una montagna insormontabile...

Dai che vado a vedere se è finita la lavatrice ...

Buona notte


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