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SONDAGGIO: MA SECONDO TE L’’ALCOLISMO PUÒ INFLUIRE SULLE CAVIGLIE?


ovvero quando ti trovi a tu per tu con una bottiglia di alcolici. cosa le dici?

sto tagliando le unghie dei piedi
carrè di maiale
sto imparando a ballare il negrese da odum
sono pieno di gin, cmq rispondo la cinque
sto limonando con costanza
che anche un formaggio ha dei sentimenti

( solo gli utenti registrati possono votare )

Thursday, April 19, 2007 - ore 10:34


un giorno tutto girerà.
(categoria: " Erasmus ")


Era affissa,come angelo caduto,
dai piedi scuciti un rivolo di lacrima,
gettata nel lago insanguinato. Vigeva
come del silenzio colloso, un tavor
alla destra del padre,
incarcerata da se stessa.
Riprovevole gestualità rituale,
dagli abeti,nei colli più scuri,nelle onde più fredde,
una camera decaduta, un veliero di plastica dove
si stava senza posa. Si era
regalata un’etichetta pesante, follia e
meravigliosità, una fragilità
di edera, una sanzione autoimposta mentre risorgeva dal fango nero,
un conato mimico.
L’ebbi per poco tempo ai miei
fianchi bianchi, un trittico sbiadito e sfuggevole,
caminetti accesi sulla paura di avere paura,una finezza
fatale,ballare sulle punte della matita,
sognare anche solo un dito, orpelli
e simboli sessuali,una meraviglia latente,le oscure deviazioni
dell’essere da soli in mezzo alla gente. Foglia
invernale su credenza a pezzi;
un sexy muto valzer ai piedi del colle,le labbra
mutate dall’ironia dell’amore,gesti e parole, mistura di follia
il veder spegnere, giorno per giorno, se stessi in fondo
ad un pezzo di vetro.
Già fu tagliata come carta,ambra amara e dolci
suggestioni violente; la difficoltà dell’essere
superiori spingeva il masso,
un’erculeo esattore passò tra i suoi segni a terra,
ne deviò le rotte
e le facoltà. Un immenso mare di gomme da
masticare e ricordi, persi per sempre
su scatole troppo in alto,
io che ne misuro
io che ne piango,
ridesto ora le ali al portone d’acciaio,
son stato battuto troppe volte da cacciatrici in
vestaglie leggere, vestali provocanti
col sesso sul corpo,mitiche falloforie,
discrepanze,
una matura agilità la portò oltre il crepaccio
dove spero cresca come quercia bianca,
ma
pelle trasparente,vitalità azzerata.
Tutto assunse colori tragici, dita lunghe la toccarono
tra le parole e le membra : “cerca invano di scappare”
vattene da te stessa almeno per un giorno. La
misura dei nostri regali è differente,staremo lontani
ancora molto,senza poter toccare mani fatali
e sguardi silenti.
Un tavor alla destra del padre,una fune alla mia






C’HANNO DAVVERO PRESO TUTTO!


gli offlaga disco pax! immancabili





questa è talmente stupida che mi sta simpatica




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