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Sunday, April 22, 2007 - ore 23:47


Pane quotidiano
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il Pane della Vita
Quando Gesù insegnò agli apostoli la preghiera per eccellenza, il Padre Nostro, mise in evidenza l’importanza del pane quotidiano e quindi di pregare Dio per ottenerlo quotidianamente. A ben vedere sembrerebbe che questo "pane quotidiano" abbia una posizione centrale nella preghiera insegnata dal Figlio di Dio.

Prima si inizia indicando il luogo dove risiede il Padre (1) , poi si santifica il suo nome (2) e gli si chiede di far venire il suo regno (3); si prosegue con un atto di speranza riguardo alla sua volontà in tutti i luoghi (4). A questo punto si chiede a Dio il pane quotidiano (5) e di rimettere i debiti (6) come noi verso i nostri simili (7), di non indurci in tentazione (8) e di liberarci dal maligno (9).

Cosa voleva indicarci Gesù con questo pane? Di che cibo parla? La nostra condizione materiale non ci permette di vivere senza nutrimento, ma a Gesù premeva così tanto farcelo ricordare ogni giorno con una preghiera? Anzi! Con La Preghiera. Dio, all’inizio della Creazione, disse ad Adamo:"Mediante il sudore della tua faccia mangerai il tuo pane, fino a tanto che tu ritorni alla terra, dalla quale sei stato tratto, perocché tu sei polvere, e in polvere tornerai"? (Genesi 3,19). Quindi suo Figlio Gesù non avrebbe mai potuto dire qualcosa che andasse contro il Padre, contro sé stesso nel mistero trinitario: prima ci sentenzia il sudore della fronte come prerogativa dell’ottenimento del pane quotidiano e poi ci chiede di pregarLo per ottenere lo stesso? No! Gesù non andrà mai contro la Parola del Padre la quale è eterna ed immutabile. Oltretutto, durante le tentazioni di satana nel deserto, alla domanda del maligno di tramutare i sassi in pane Gesù risponde: "Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Matteo 4,4). Gesù pone l’accento su questo punto particolare: "Non di solo pane...". Quel "di solo" lascia chiaramente intendere che non si può vivere senza entrambi; parafrasando la frase potremmo dire: se manca la Parola di Dio "non si vive". Allora a Gesù non interessava, non dava importanza al "pane materiale", al cibo? Ne dava eccome. Perché altrimenti non avrebbe moltiplicato i pani ed i pesci nel famoso miracolo della moltiplicazione, senza parlare poi della manna biblica. A Gesù quindi sta a cuore che l’uomo si cibi per il corpo, ma sta ancora più a cuore che esso si cibi per l’anima. Nei Vangeli si vede Gesù che banchetta con gli amici ed i discepoli (Luca 5,29), egli banchetta in allegria, miscelando sapientemente vino ed insegnamenti, pane e parabole, acqua e Spirito.

Ma Gesù va oltre: permette che il cibo e la Parola di Dio divengano una cosa sola. Nell’ultima cena spezza il pane per distribuirlo tra i suoi discepoli, permettendo ad essi di ricevere pane e Verità, terra e cielo. Ecco che quella frase così centrale della preghiera diviene più chiara. Il "nostro pane quotidiano" è veramente nostro perché ci è stato donato da Gesù Cristo con il tremendo sacrificio della croce. Da un atto di amore immenso viene alla luce il nostro pane quotidiano: l’eucaristia.




Maria di Nazareth, divenendo Madre dell’umanità ai piedi della croce per volere divino, con solerzia materna viene a ricordarci di quel pane che ci viene offerto in un sacrificio perenne e che senza il quale non si può vivere.

Mai come oggi l’uomo rifiuta questo pane. Questo rifiuto nasce da un subdolo inganno creato ad opera d’arte da colui che ha sempre ingannato l’uomo sin dalle origini. Egli ha fatto credere che si possa vivere solo con il "pane" della terra, con il "frutto" della terra. Come ha fatto? Semplicemente riempiendo le bocche affamate di falsi cibi. Ecco che ognuno si ciba di quello che lui crede possa sfamarlo: chi si ciba con il potere, chi con il sesso, chi con il lusso, chi con la violenza, chi...chi...e poi ancora chi. L’uomo, privo del pane divino, di quel pane quotidiano, si ciba di ogni bene senza essere mai sazio. Avrà sempre più fame, perché l’unico pane che sazia è il pane di Cristo.

Dicendo questo il mio pensiero corre a quei tanti mistici, beati e santi, che per un certo tempo più o meno lungo della loro vita si sono cibati solo dell’ostia consacrata. Chi raggiunge le più alte vette della spiritualità può fare a meno del pane comune, dei cibi terreni, perché il Corpo di Cristo è l’unico vero cibo per l’uomo.

Signore ti preghiamo, quindi, di darci anche oggi il nostro pane quotidiano.



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