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Thursday, April 26, 2007 - ore 17:18


1-L’Inizio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il sole caldo del mattino avvolse Heine in un caldo abbraccio. Le donne uscivano dalle case ed andavano al mercato a spendere i soldi guadagnati dai mariti. I bimbi giocavano per le strade. La vita era molto serena in questa città, custodita con cura dagli elfi, razza saggia e potente.

Thomas, un giovane ragazzo umano, partoriva pensieri su pensieri mentre si ciondolava sul bordo del ponticello che portava fuori città. Si alzò e si mosse verso l’esterno, da qui si incamminò verso il chioschetto poco fuori dalla città. Quel posto godeva di una vista stupenda. Si riusciva a vedere buona parte della città, il grande mare e le colline in fondo, dove un tempo siergeva la dimora della dea Eva.

Thomas sentì alcuni rumori dietro di se. Erano Lewis e Forehan, due ragazzi elfi suoi amici.
"Bel posto, eh?" parlò Lewis orgoglioso della città elfica.
"Si, ma sempre il solito, vorrei vedere altro." gli rispose Thomas.
"Perchè non andiamo al Giardino?"
"Intendi il Giardino di Eva?"
"Si!"
Forehan non aveva aperto boccaper tutta la discussione; non che di solito lo facesse. Era un tipo taciturno che amava ascoltare gli altri.
"Andiamo!" rispose Thomas.

Si incamminarono ed in poco tempo giunsero alla spiaggia.
"Non ho considerato un problema" disse Lewis, "Tu non puoi respirare a lungo sott’acqua come noi elfi"
Thomas rispose: " Non importa, sono allenato, posso farcela."
" Ora che ci penso non c’è né bisogno , Forehan può benedirti. Il potere di Eva può permetterti di respirare sott’acqua, è fantastico vero ?"
Senza proferir parola, Forehan poggiò un pollice sulla fronte di Thomas e pronunciò alcune parole nella lingua antica.
Finito tutto Thomas disse "Non sento nulla di diverso"
"Non devi sentire alcuna cosa" gli rispose Forehan.

Si buttarono in acqua e riuscirono tranquillamente ad entrare nel Giardino sommerso di Eva. Quando furono dentro videro un mondo incantato. C’era acqua che sgorgava da tutte le parti. Arrivarono al centro e salirono una scala che pareva infinita tanto era alta, mentre la curiosità saliva e si faceva forte dentro di loro.

Arrivati in alto, videro una donna elifca dai lunghi capelli argentei che dava loro le spalle.
"Siete in ritardo!", disse l’elfa.
L’aria si fece fredda e tagliente intorno ai tre amici.
"Non abbiate paura, se non mi riconoscete non importa, l’importante è capire il perchè."
Thomas si tranquillizzò alle sue parole e chiese chi fosse e cosa ci facesse in quel luogo."
L’elfa si voltò, mostrando tutta la sua bellezza ai tre giovani, ignoranti delle vere bellezze elfiche.
"Mi dispiace non potervi offrire una sedia, ma le comodità umane non mi sono consone."
Thomas si sentì preso in causa, anche se lui possedeva una mentalità che si allontanava il più possibile da quella di un umano medio.
"Sedetevi in terra ed ascoltate, abbiamo perso fin troppo tempo a giocare con il destino"
Thomas si sedette e pensò alle parole dell’elfa, di cui ancora non conoscevano il nome: il tempo che avevano perso non era riferito a quel preciso momento, si riferiva a chissà quale cosa.
"Vi sono state raccontate grandi storie e leggende, ma poco di ciò che avete sentito è vero. Io vi racconterò la storia del mondo, la storia di cui tutti noi facciamo parte"

Mentre l’elfa iniziava a raccontare, i pensieri di Thomas si facevano sempre più cupi e complessi. La interruppe presto: "Perché dovremo ascoltarti e perché vuoi parlare proprio a noi?"
"Dovete ascoltarmi per ripetere ciò che vi dirò al mondo intero. Non credete di essere dei predestinati, siete solo i primi che sono entrati qui da secoli.
L’elfa riprese la narrazione dall’inizio. Thomas si abbandonò alla dolcezza di quella voce elfica, una voce così bella che sembrava appartenere a quella di una sirena.




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