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Saturday, April 28, 2007 - ore 15:49


La scommessa di don Fortunato
(categoria: " Vita Quotidiana ")


AVVENIRE
"Vittime dei pedofili. Ormai è olocausto.
Di Noto: una Giornata per fermare la piaga"


di Lucia Bellaspiga
da Avvenire, giovedì 26 aprile 2007, pag. 12

Un silenzio profondo, nella grande chiesa affollata e ammutolita, scandito solo dalla lenta lettura di trecento nomi: quelli di altrettanti bambini che non ci sono più. Violentati e uccisi dai pedofili in Italia e nel mondo. È iniziata così ieri mattina ad Avola (Siracusa) la "Giornata della Memoria dei Bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza", nella chiesa della Madonna del Carmine, dove parroco è don Fortunato Di Noto, da anni implacabile e ferratissimo "prete antipedofilia". Su una parete della chiesa trecento fotografie e una scritta: "Che non accada mai più". Trecento fermo-immagine di visi bianchi e neri, biondi e bruni, occidentali e orientali, ma tutti con un’identica caratteristica: sorridono.
È normale, si dirà. Normale che chi guarda l’obiettivo rida. Anzi, normale che rida chi è bambino, tutto qui. Solo che questo nostro mondo ci sta proponendo un’altra "normalità", che normalità non è: parla di "olocausto bianco" don Di Noto, mentre da anni cerca (senza riuscirci) di tener dietro alla contabilità dei bambini scomparsi, sfruttati, venduti, violentati, spesso uccisi, a decine di milioni nel mondo. E a nome di quei milioni - sconosciuti, molte volte dissolti nel nulla semplicemente come non fossero mai nati, senza che in fondo nessuno se ne sia poi tanto accorto, carne da macello di un mercato usa e getta - parlavano ieri quei trecento scelti come monito dalla Fondazione Meter di don Di Noto.


Al centro del murales, in un settore a parte, 35 foto un po’ isolate: «Sono gli italiani - spiega don Fortunato - i piccoli scomparsi e mai più ritrovati nel nostro Paese dal 1983 al 2006». Certamente anche questi simbolici, contati per difetto. «Altri 18 bambini italiani sono invece stati ritrovati, uccisi dai pedofili...».
Pedofilia, nome ingannevole, "amore per i fanciulli"... in realtà la più turpe delle depravazioni, che nel vuoto morale odierno sta trovando terreno fertile, e negli sconfinati mezzi di Internet il veicolo di espansione. «Impossibile definire la reale portata del fenomeno - denuncia il sacerdote, che collabora con la Polizia postale e le Polizie internazionali, alle quali nel solo 2006 ha segnalato 9.872 siti pedopornografici, 162mila nell’ultimo decennio -. La settimana scorsa ho scoperto 18 video che riprendevano la violenza carnale su altrettanti neonati... A sera erano già 25. Tra l’altro si abbassa sempre di più l’età delle vittime». E così c’è un altro termine bugiardo che dobbiamo imparare, infantofilia, "amore per i più piccoli" vorrebbe dire.
Nomi e numeri insufficienti, insomma. Ma ci proviamo: «Secondo gli ultimi rapporti - ricordano a Meter - l’anno scorso nel mondo sono stati uccisi 54mila minori, 223mila sono stati costretti a rapporti sessuali o a pesanti molestie fisiche, quasi 2 milioni sono stati usati per la prostituzione e la pedopornografia, oltre un milione sono stati vittime del traffico di esseri umani per i più svariati scopi (mercato di organi, bambini soldato, schiavitù...). Questo in un solo anno. Ma si calcola che attualmente nel mondo ci siano tra i bambini 150 milioni di femmine che hanno subìto abusi sessuali, tra i maschi la metà, 73 milioni... In aumento tra l’altro le violenze perpetrate da donne», come le cronache orrende registrate anche di recente in Italia confermano sempre più frequentemente.


Per ricordare che tutto questo accade, la Giornata della Memoria dei Bambini è giunta alla sua XII edizione e durerà come sempre fino alla prima domenica di maggio con iniziative, convegni, fiaccolate in Italia e da quest’anno anche in Belgio. "Una Giornata che, oltre a richiamare l’attenzione sulle gravi, ripetute e diffuse violazioni dei princìpi giuridici ed etici di tutela dei più piccoli, offre anche un’utile occasione di riflessione comune", ha scritto in una lettera a don Di Noto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Messaggi di adesione anche dai presidenti di Camera e Senato, Fausto Bertinotti e Franco Marini, incitamenti a non abbandonare la sua lotta da istituzioni e associazioni, ma soprattutto dalla tanta gente che ha voluto esserci, ieri, ed ascoltare quei nomi. Trecento durissime accuse, un solo grande perché. Senza risposta accettabile.

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