Due anni fa scrissi un post riguardante
Steve McQueen, secondo album dei Prefab Sprout. Con opportune modifiche e senza troppe lungaggini, è stato quasi interamente riproposto nella recensione che Rockol ha appena pubblicato. E’ appena uscita infatti una nuova versione rimasterizzata in digitale da Thomas Dolby, già produttore del disco nel 1985. La confezione digipack, il libretto ben curato e un bonus cd con 8 nuovi remakes acustici fanno sì che, stavolta, ci sia più di un motivo per riscoprire queste undici canzoni e il talento di
Patrick "Paddy"
McAloon, del quale non si avevano notizie da almeno quattro anni. Il debutto della band di Newcastle risale a
25 anni fa, con il buon singolo "Lions In My Own Garden (Exit Someone)".
Il grande pubblico si accorge dell’ex seminarista e benzinaio McAloon con l’uscita dell’album "Swoon" (Songs Written Out Of Necessity)", ricco di idee ma con una produzione scarna che non sempre valorizza le canzoni; già si fa comunque notare qualche piccolo gioiello ("Cruel"). Va molto meglio con il secondo capitolo della loro storia discografica, che si ritrova a competere nelle charts di vendita con "Born In The U.S.A." del peso massimo Bruce Springsteen. Grazie anche alla loro apparizione al Festival di Sanremo, nel 1985 riescono a piazzare i singoli "Appetite" e "When Love Breaks Down" in classifica anche in Italia; avrebbero già un terzo album pronto, "Protest Songs", ma la CBS lo rinvia per sfruttare ancora un po’ il buon successo di "Steve McQueen". "From Langley Park To Memphis" del 1988 ha il suono di una band scesa a compromessi, più plasticoso e meno sincero, nonostante due ospiti di superlusso come Pete Townshend degli Who e Stevie Wonder.

L’edizione statunitense si intitola "Two Wheels Good".Secondo alcuni, "Steve McQueen" resta finora il miglior album che i Prefab Sprout abbiano pubblicato. Altri sono dell’idea che sia invece l’ambizioso "Jordan: The Comeback" del 1990 lo zenith della loro produzione. Un lungo concept album che parte da Atlantide e arriva ad Harlem, passando per Elvis Presley e Jesse James, che ottiene una nomination ai Brit Awards. Nel 1992 è la volta di una raccolta di successi e, dopo ben cinque anni di silenzio, esce l’ottimo "Andromeda Heights". Nel frattempo Patrick McAloon conosce la sua attuale moglie in un negozio di dischi e il batterista Neil Conti abbandona il gruppo per seguire i Deep Forest. L’album non è però supportato a dovere dalla Sony, evidentemente troppo impegnata con la promozione di
Celine Dion (è l’anno del kolossal "Titanic") e Ricky Martin. Dopo l’uscita del doppio best "38 Carat Collection" (c’è anche "Where The Heart Is", inedita sigla di una serie tv britannica) fa seguito una
tournée...
L’ultimo loro album è uscito nel 2001 e ha segnato il passaggio alla EMI Liberty. "The Gunman And Other Stories", prodotto da Tony Visconti (già al lavoro con David Bowie, i T. Rex di Marc Bolan e gli Sparks) è immerso in un insolito clima Country and Western quasi cinematografico, con canzoni scritte da Patrick McAloon per altri artisti, come Cher e Jimmy Nail. Troppo intellettuali per competere con i Duran Duran, per nulla propensi alla vita mondana, gli Sprouts non sono però rimasti inchiodati negli anni Ottanta; McAloon non sarà l’uomo più modesto e simpatico del mondo - dieci anni prima di Noel Gallagher, si autoproclamò il miglior compositore del pianeta nel corso di un’intervista - ma il suo è un songwriting raffinato e senza tempo. Come nel caso degli Smiths, o degli epigoni Belle and Sebastian, le sue migliori canzoni funzionerebbero nel 1965 così come nel 2027. Giusto in tempo per festeggiare la Legacy Edition, che potrebbe dare il via ad una serie di ristampe e ad un futuro cofanetto, il sito www.prefabsprout.net si arricchisce di foto, testi, forum,
b-sides e rarità da scaricare liberamente.