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“All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola per ripararsi durante un tifone o per riposarsi e amare.
Quell’orizzonte aperto sarebbe stato sempre lì, un invito ad andare”.


(H. Pratt)












HO VISTO







STO ASCOLTANDO

I’m a fool to want you
I’m a fool to want you
To want a love that can’t be true
A love that’s there for others too

I’m a fool to hold you
Such a fool to hold you
To seek a kiss not mine alone
To share a kiss that Devil has known

Time and time again I said I’d leave you
Time and time again I went away
But then would come the time when I would need you
And once again these words I had to say

Take me back, I love you
...I need you
I know it’s wrong, it must be wrong
But right or wrong I can’t get along

Without you


ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

Dolci tentazioni...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...

L’altalena dei miei sentimenti

Je sens vibrer en moi toutes les passions d’un vaisseau qui souffre; le bon vent, la tempête et ses convulsions sur l’immense gouffre me bercent.
D’autres fois, calme plat, grand miroir de mon désespoir!



















ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
2) L'odore della notte..
3) capirsi solo con uno sguardo..
4) il sesso
5) Sentire che per qualcuno tu conti davvero


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Tuesday, May 01, 2007 - ore 00:24


Mi fa morire!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La Guida Stronzelin

Lui: “Lucida il pelo, stasera ti porto fuori a cena”
Lei: “Che devo lucidare?”
Lui: “Scherzavo, ti passo a prendere per le otto e mezza”
Lei: “Ok, e dove andiamo?”
Lui: “Boh, poi decidiamo”
Lei: “Devo saperlo adesso, altrimenti come mi vesto?”
Lui: “Informazioni disponibili. Cosa: cena. Dove: Italia. Quando: stasera. Il resto ancora non lo sappiamo. Vestiti come cacchio ti pare.”
Lei: “Dai, dimmi come…”
Lui: “Un filo interdentale come slip e due chewing gum sui capezzoli.”
Lei: “Cretino..”
Lui: “Allora scegli tu. Io che parlo a fare?”
Click

A occhio e croce non li aspettava una cenetta romantica, magari in riva al lago con passeggiata mano nella mano al chiaro di luna, quindi optò per mini skirt, camicetta e scarpe tacco 12 (che se prova a portarla in un fast-food lo usa per infilzarlo)…

21.00. Lui arriva direttamente dall’ufficio e ha omesso di dirle che sarebbe venuto in scooter. I vecchietti del bar davanti sembrano apprezzare la scena di lei che sale. Ma più della gonna che sale. Il cretino ride.
21.30. Scendono dallo scooter. Lei si toglie il casco e la mezz’ora passata in compagnia di phon e spazzola va direttamente nel catalogo “momento inutili”.

Arrivano davanti al locale/ristorante e scoprono che è stranamente vuoto per essere un venerdì sera.
Li sistemano accanto a un tavolino con tre Ridge Forrester e una Lara Croft intorno.
Arriva il cameriere che, appoggiando un solo menù sul tavolo chiede: “Acqua naturale o gassata?”
Lui, prendendo il menu: “Naturale ti va bene?”
Lei: “Ok”
Lui: “Naturale, grazie”
Il cameriere si allontana, mentre lui comincia a sfogliare il menù.
Lei: “Io se vuoi mi faccio una partita a briscola, nel frattempo.”
Lui: “Ah, scusa. Non avevo visto che ce n’era uno solo. Tieni.”
Lei: “C’è il locale vuoto, una pila di menù che farebbe invidia alla torre di Pisa e ce ne porta uno solo? Bah..”
Lui: “Quasi quasi gli restituisco le prime due pagine, tanto le ho già lette.”
Arriva il cameriere con l’acqua. Calda. Pareva brodo insipido.
Lei: “L’acqua è calda”
Lui: “E’ a temperatura ambiente”
Lei: “Non so che in ambiente vivono qui, ma se ci butto dentro un uovo nasce il pulcino”
Lei: “Scusi, potrebbe portarmi un po’ di ghiaccio?”
Il cameriere: “Che ci deve fare?”
Lei: “Una costruzione ma ho finito i mattoncini di Lego.”
Il cameriere: “Scusi?”
Lei: “Mi piace l’acqua un po’ più fresca”
Il primo cubetto di ghiaccio si è sciolto all’incirca all’altezza del bordo del bicchiere. Gli altri sei non appena hanno toccato l’infuso.
Esauriti i cubetti, lei ha accantonato l’idea di bere acqua per il resto della serata.
Torna il cameriere.
Lei: “Scusi avete una fotocopiatrice?”.
Il cameriere: “… No, mi spiace signora”.
Lei: “Ah, ma magari siamo più fortunati e riesce addirittura a procurarci un altro menu”.
Il cameriere: “Glielo porto subito”.
Torna il cameriere e porgendo il menu chiede: “Avete scelto?”
Lei non dice nulla, ma lui riesce comunque a leggere un numero imprecisato di insulti nelle sue pupille.
Il poveretto se ne accorge: “Ah già scusate. Vi lascio qualche altro minuto”.
Arriva il cameriere per l’ordinazione
Lui: “Io come antipasto prenderei acciughe di Camogli con pane tostato e burro aromatizzato”.
Lei: “A me l’antipasto non va, prenderò direttamente un primo. I paccheri, grazie”.
Lui: “Io invece come primo prendo le linguine”.
Il cameriere: “No, le linguine sono finite”.
Lui: “Cosa è rimasto?”
Il cameriere: “I paccheri”.
Lui: “E basta?”
Il cameriere: “Come primo sì”.
Lui: “Vabbeh, paccheri anche per me. E da bere un Cervaro della Sala”.
Lei: “FRESCO”.
Il cameriere si allontana nuovamente e torna con un cestino lungo e stretto in vimini con 3 grissini dentro, due scodelline a forma di trifoglio con 3 pomodorini unti in una e 3 mozzarelline in una pozzetta d’acqua nell’altra. Le 4 palline di pane sono arrivate subito dopo. Niente piatti.
Lei: “Io manco da un po’, ma i piatti me li ricordavo”.
Lui: “Ci sono due stuzzicadenti, usiamo quelli”.
Risultato: la tovaglia stava trascorrendo il suo ultimo giorno di vita prima di essere definitivamente riqualificata come straccio.
Arriva in contemporanea l’antipasto (pane, burro e acciughe), su un piatto a forma di sofficino, e il trespolino con il secchiello del vino, posizionato incautamente accanto a lei.
Tra l’antipasto e il primo ebbero modo di rivalutare l’importanza delle posate nello stile di vita contemporaneo.
Lui: “Non che avessi intenzione di usarlo, ma con un coltello accanto la mia forchetta si sentirebbe meno sola”.
Lei: “Avrà letto quello che hai ordinato e si sarà accorto che non ti serve, o forse mi ha guardato e ha avuto paura che lo usassi contro di lui”.
All’arrivo dei primi i due erano già alticci. Forse più lei che, nell’ordine, tira una pedata al trespolino, fa svolazzare il tovagliolo salvagocce dall’altro capo della sala e spacca un bicchiere.
Per il dessert torna il cameriere
Lei: “Ci riporta la lista, per cortesia?”
Arriva con due menu e lei esulta: “Miracolo! La moltiplicazione dei menu”
Mentre stava per ordinare il suo dessert, dalla cucina esce un cameriere che urla al collega: “IL TORTINO DI CIOCCOLATO E’ FINITO”
Lui ha appoggiato il menu sul tavolo e non ha più proferito parola.
Solo dopo lei ha scoperto che lui aveva scelto quel posto per un solo motivo: il tortino caldo al cioccolato. E aveva anche trovato simpatico il cameriere per quel tortino caldo al cioccolato.
Lei: “Io una crema catalana e un the verde”
Il cameriere: “Guardi che il the è caldo”
Lei lo guarda disarmata.
Lei spazzola il dessert, pagano ed escono alla volta dello scooter.
Legato a un palo c’era, e c’è tutt’ora, il bicilindro che da quella sera non è più partito. E se qualcuno non li ha liberati nel frattempo, anche il fidanzato e il cameriere.
[da lifestyle di grazia]

Quando ho letto questo racconto ho sentito la nostalgia delle nostre scenette...comicissime! Ma ora non vorrei viverle con te...


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