La Guida StronzelinLui: “Lucida il pelo, stasera ti porto fuori a cena”
Lei: “Che devo lucidare?”
Lui: “Scherzavo, ti passo a prendere per le otto e mezza”
Lei: “Ok, e dove andiamo?”
Lui: “Boh, poi decidiamo”
Lei: “Devo saperlo adesso, altrimenti come mi vesto?”
Lui: “Informazioni disponibili. Cosa: cena. Dove: Italia. Quando: stasera. Il resto ancora non lo sappiamo. Vestiti come cacchio ti pare.”
Lei: “Dai, dimmi come…”
Lui: “Un filo interdentale come slip e due chewing gum sui capezzoli.”
Lei: “Cretino..”
Lui: “Allora scegli tu. Io che parlo a fare?”
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A occhio e croce non li aspettava una cenetta romantica, magari in riva al lago con passeggiata mano nella mano al chiaro di luna, quindi optò per mini skirt, camicetta e scarpe tacco 12 (che se prova a portarla in un fast-food lo usa per infilzarlo)…
21.00. Lui arriva direttamente dall’ufficio e ha omesso di dirle che sarebbe venuto in scooter. I vecchietti del bar davanti sembrano apprezzare la scena di lei che sale. Ma più della gonna che sale. Il cretino ride.
21.30. Scendono dallo scooter. Lei si toglie il casco e la mezz’ora passata in compagnia di phon e spazzola va direttamente nel catalogo “momento inutili”.
Arrivano davanti al locale/ristorante e scoprono che è stranamente vuoto per essere un venerdì sera.
Li sistemano accanto a un tavolino con tre Ridge Forrester e una Lara Croft intorno.
Arriva il cameriere che, appoggiando un solo menù sul tavolo chiede: “Acqua naturale o gassata?”
Lui, prendendo il menu: “Naturale ti va bene?”
Lei: “Ok”
Lui: “Naturale, grazie”
Il cameriere si allontana, mentre lui comincia a sfogliare il menù.
Lei: “Io se vuoi mi faccio una partita a briscola, nel frattempo.”
Lui: “Ah, scusa. Non avevo visto che ce n’era uno solo. Tieni.”
Lei: “C’è il locale vuoto, una pila di menù che farebbe invidia alla torre di Pisa e ce ne porta uno solo? Bah..”
Lui: “Quasi quasi gli restituisco le prime due pagine, tanto le ho già lette.”
Arriva il cameriere con l’acqua. Calda. Pareva brodo insipido.
Lei: “L’acqua è calda”
Lui: “E’ a temperatura ambiente”
Lei: “Non so che in ambiente vivono qui, ma se ci butto dentro un uovo nasce il pulcino”
Lei: “Scusi, potrebbe portarmi un po’ di ghiaccio?”
Il cameriere: “Che ci deve fare?”
Lei: “Una costruzione ma ho finito i mattoncini di Lego.”
Il cameriere: “Scusi?”
Lei: “Mi piace l’acqua un po’ più fresca”
Il primo cubetto di ghiaccio si è sciolto all’incirca all’altezza del bordo del bicchiere. Gli altri sei non appena hanno toccato l’infuso.
Esauriti i cubetti, lei ha accantonato l’idea di bere acqua per il resto della serata.
Torna il cameriere.
Lei: “Scusi avete una fotocopiatrice?”.
Il cameriere: “… No, mi spiace signora”.
Lei: “Ah, ma magari siamo più fortunati e riesce addirittura a procurarci un altro menu”.
Il cameriere: “Glielo porto subito”.
Torna il cameriere e porgendo il menu chiede: “Avete scelto?”
Lei non dice nulla, ma lui riesce comunque a leggere un numero imprecisato di insulti nelle sue pupille.
Il poveretto se ne accorge: “Ah già scusate. Vi lascio qualche altro minuto”.
Arriva il cameriere per l’ordinazione
Lui: “Io come antipasto prenderei acciughe di Camogli con pane tostato e burro aromatizzato”.
Lei: “A me l’antipasto non va, prenderò direttamente un primo. I paccheri, grazie”.
Lui: “Io invece come primo prendo le linguine”.
Il cameriere: “No, le linguine sono finite”.
Lui: “Cosa è rimasto?”
Il cameriere: “I paccheri”.
Lui: “E basta?”
Il cameriere: “Come primo sì”.
Lui: “Vabbeh, paccheri anche per me. E da bere un Cervaro della Sala”.
Lei: “FRESCO”.
Il cameriere si allontana nuovamente e torna con un cestino lungo e stretto in vimini con 3 grissini dentro, due scodelline a forma di trifoglio con 3 pomodorini unti in una e 3 mozzarelline in una pozzetta d’acqua nell’altra. Le 4 palline di pane sono arrivate subito dopo. Niente piatti.
Lei: “Io manco da un po’, ma i piatti me li ricordavo”.
Lui: “Ci sono due stuzzicadenti, usiamo quelli”.
Risultato: la tovaglia stava trascorrendo il suo ultimo giorno di vita prima di essere definitivamente riqualificata come straccio.
Arriva in contemporanea l’antipasto (pane, burro e acciughe), su un piatto a forma di sofficino, e il trespolino con il secchiello del vino, posizionato incautamente accanto a lei.
Tra l’antipasto e il primo ebbero modo di rivalutare l’importanza delle posate nello stile di vita contemporaneo.
Lui: “Non che avessi intenzione di usarlo, ma con un coltello accanto la mia forchetta si sentirebbe meno sola”.
Lei: “Avrà letto quello che hai ordinato e si sarà accorto che non ti serve, o forse mi ha guardato e ha avuto paura che lo usassi contro di lui”.
All’arrivo dei primi i due erano già alticci. Forse più lei che, nell’ordine, tira una pedata al trespolino, fa svolazzare il tovagliolo salvagocce dall’altro capo della sala e spacca un bicchiere.
Per il dessert torna il cameriere
Lei: “Ci riporta la lista, per cortesia?”
Arriva con due menu e lei esulta: “Miracolo! La moltiplicazione dei menu”
Mentre stava per ordinare il suo dessert, dalla cucina esce un cameriere che urla al collega: “IL TORTINO DI CIOCCOLATO E’ FINITO”
Lui ha appoggiato il menu sul tavolo e non ha più proferito parola.
Solo dopo lei ha scoperto che lui aveva scelto quel posto per un solo motivo: il tortino caldo al cioccolato. E aveva anche trovato simpatico il cameriere per quel tortino caldo al cioccolato.
Lei: “Io una crema catalana e un the verde”
Il cameriere: “Guardi che il the è caldo”
Lei lo guarda disarmata.
Lei spazzola il dessert, pagano ed escono alla volta dello scooter.
Legato a un palo c’era, e c’è tutt’ora, il bicilindro che da quella sera non è più partito. E se qualcuno non li ha liberati nel frattempo, anche il fidanzato e il cameriere. [da lifestyle di grazia]
Quando ho letto questo racconto ho sentito la nostalgia delle nostre scenette...comicissime! Ma ora non vorrei viverle con te...