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Tuesday, May 01, 2007 - ore 11:39
(categoria: " Vita Quotidiana ")
WILLIAM SHAKESPEARE– "Sonetto 8"
Tu che sei pura musica perché ti ascolti con tristezza?
La dolcezza non fa mai guerra alla dolcezza,
La gioia si nutre di gioia:
Perché sembri amare ciò che non gradisci
E spesso accogli con piacere la tua noia?
Se gli armoniosi suoni di note intonate,
In perfetto assieme ti offendono l’orecchio,
Questo denuncia in te una mente confusa,
Nella pochezza delle parti, incapace di goder l’insieme.
Guarda invece come ogni corda, unitamente a un’altra
Vibra su ognuna in ordine amoroso,
Sembran quasi padre, figlio e felice madre,
Che tutti insieme un sol suono cantano:
Ebbene queste mute voci riunite in un solo coro
In armonia dicono: da solo tu non sarai nessuno.

Ah... Shakespeare.... Un altro dei miei amori.
I suoi sonetti mi scaldano l’anima, quando è fredda, e preservano il suo tepore nelle rare volte in cui è calda. Li sfoglio spesso, semplicemente aprendo il libro a caso e cominciando a leggere da lì, senza una logica precisa... Il mio piccolo Vangelo.
Non per ostentazione di cultura dico questo, ma perchè credo che se noi tutti prestassimo più attenzione a ciò che hanno da dirci i grandi poeti, troveremmo risposte persino più numerose delle domande che ci poniamo.
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