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Friday, May 04, 2007 - ore 00:12


Allora, com’è Londra?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Com’è Londra, mi si chiede... Londra è Londra. C’è Piccadilly, dove ci si sente al centro del mondo, c’è Leicester square, buona per le serate senza troppe pretese, Trafalgar, per le grandi occasioni, ci sono le grandi discoteche, che mi guardo bene dal frequentare...

Londra è Londra. Ci sono i musei, in cui mille opere di rara bellezza si fondono in una specie di vuoto senso di rispetto, come a dire che sono belle solo perchè dietro a una teca.

Londra è Londra. Gente che va in mille direzioni, con gli sguardi di chi sa cosa sta facendo. Tutto e il contrario di tutto. Milioni di telecamere che osservano le strade, mentre un qualche mattacchione può fumarsi allegramente del crack nel piano superiore dei bus. La città dai mille netturbini e dai zero cestini per le strade. La città della tradizione, con le cabine del telefono rosse - com’è giusto che siano - che però all’interno puzzano di piscio e profumo da donna (e chissà cos’altro... sicuri di voler sapere come si svolge la dinamica?).

La città del piccolo masochismo, che va dalle bottiglie d’acqua riempite oltre l’orlo che non vedono l’ora di docciarti appena aperte agli assurdi lavandini con due rubinetti separati, per acqua calda e fredda. Passi per questo: i colli dei rubinetti sono troppo corti per risciacquare le pentole... uno diventa zozzo anche se non vuole.

La città dell’Underground, il tubo, nelle cui scale mobili puoi cadere per metri e metri, romperti ossa e sbucciarti ginocchia senza ottenere reazione dai tanti beholders. Probabilmente i timidi e isolati risolini che senti in lontananza sono di qualche turista, magari italiano come te.

Londra è Londra.

La città in cui Don’t look back in anger è a tutti gli effetti l’inno nazionale. La città in cui gli annunci pubblicitari sono così pallosi e razionalistici che, se non fossero così grandi, non attirerebbero l’attenzione neanche di un fagiano.

People. Il punto è che è una quotidianità come tante, vissuta solo in una scatola più bella di quella in cui vivo da una vita. Tutto qui. Sono le persone che mancano a Londra, le MIE persone... Forse è un po’ questa la maledizione del viaggiatore: avere il privilegio di esperire a patto di non condividere questo con chi più lo meriterebbe.

Damn.

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