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Saturday, May 05, 2007 - ore 13:01 Film (A. Schneider & S. Beckett – USA 1965) ![]() La silhouette fantomatica di un vecchio cammina per strada, in preda al panico, osservato con terrore e inquietudine dai passanti che incrocia, prima di rifugiarsi nello spazio chiuso e protetto dalle quattro mura della sua camera. L’uomo cerca disperatamente di sottrarsi a tutti gli sguardi: esseri umani, animali, e anche ritratti e specchi; per cercare in ogni modo di scomparire, per non esistere. Prima ed unica "pellicola" di Samuel Beckett (scrittore, poeta, drammaturgo irlandese scomparso nel 1989). L’opera, un cortometraggio muto di 18 minuti in cui l’unico suono udibile è un "Sshhhh" che invita al silenzio, pronunciato al principio da una delle attrici, è l’illustrazione "filosofica" del principio "esse est percipi", esistere è essere percepiti, e il protagonista, uno straordinario Buster Keaton, si sottrae a tutti gli sguardi possibili, compreso l’occhio della macchina da presa, che per tutto il "film" lo inquadra solo di spalle. Fino ai fotogrammi finali, in cui ripreso, dunque osservato-percepito è colto dall’angoscia profonda. Dell’esistenza. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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