
Angelodinome, 30 anni
spritzino di Padova
CHE FACCIO? Diavolo Custode
Sono sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[
PROFILONE ]
[
SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO
Si
HO VISTO
STO ASCOLTANDO
Si
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Camicia di Forza, mascherina di Hannibal The Cannibal e
sombrero
ORA VORREI TANTO...
Si tanto
STO STUDIANDO...
No
OGGI IL MIO UMORE E'...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Quando si confonde quella perenne voglia di sorridere...di divertirsi...di essere spensierati,di sognare ad occhi aperti col fatto di non avere problemi e di essere sempre felici..
2) Fare i conti con la propria coscienza
3) Sentirti fuori luogo in mezzo agli amici
4) La gente che non sa ancora come si usano le rotonde!!!!!
5) Quando cominci a recitare anche con te stesso.
6) La malinconia...quel senso di disagio e di sconforto che a volte ti prende senza nessun motivo..
7) I ciclisti in mezzo alla strada con la pista ciclabile a fianco!!!!!
MERAVIGLIE
1) il sesso
2) Innamorarsi della stessa persona come la prima volta
3) B A D O L E !
(questo BLOG è stato visitato 41833 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Tuesday, May 08, 2007 - ore 14:44
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Nella sua biografia di H.P. Lovecraft ,
Houellebecq (che, molto scopertamente,
parla di HPL ma ha in realta’
in mente se stesso, si dilunga, tra le varie cose,
sul tema della xenofobia del suo beniamino.
Convincentemente, mostrando estratti dalle sue opere, argomenta che fino a una certa data, quando ancora viveva nella sua vecchia casa di Providence, HPL nutriva un razzismo pacato e distaccato, da gentil’uomo di provincia, nient’affatto inusuale per il suo contesto sociale. Ma che a partire dal suo trasferimento
a New York, e anche dopo il suo rientro a Providence,
il suo razzismo
divenne di tipo totalmente diverso: trasferitosi nella metropoli
per seguire la moglie Sonia Greene, qualunque suo sforzo
per trovare un lavoro risulto’ inutile (anche se le sue aspettative diventavano sempre piu’ basse e lui diventava sempre piu’ disperato,
e si trovava a implorare lavori da sguattero -
che gli venivano negati, perche’ era palesemente un inetto).
Data l’indigenza, viveva ovviamente
in quartieri ad alto tasso di immigrazione,
gomito a gomito con persone che era stato
educato a considerare (con benevolenza) inferiori a lui,
e che pero’ risultavano chiaramente
piu’ adatti all’ambiente di lui,
dato che riuscivano a cavarsela,
trovare qualche tipo di lavoro, arrangiarsi,
in una spinta verso l’alto mentre lui precipitava.
Insomma, spiega Houellebecq: si trattava del razzismo di un topo in gabbia che nella stessa gabbia lotta per il formaggio con dei topi diversi da lui, e molto piu’ forti.
Ho trovato questa metafora piuttosto illuminante.
Il razzismo moderno e’ questo, e non ha connessione
con il razzismo dei secoli passati."
N.N. Kudriatseva ha condotto alcuni esperimenti in cui coppie di topi erano rinchiuse in gabbie dove gli animali erano separati da setti forati che permettevano di vedersi e annusarsi, ma non di avere un contatto fisico. Quando, una volta al giorno, il setto veniva tolto, gli animali si precipitavano a scontrarsi per ristabilire le gerarchie sociali. Col tempo, si e’ visto che i topi che vincevano piu’ spesso diventavano sempre piu’ attivi e irritabili, tanto da scaricare la loro aggressivita’ su qualsiasi cosa, da una femmina alla mano di un ricercatore. La conclusione e’ che gli animali con una storia di successo alla fine sviluppano un impulso interno ad attaccare ed opprimere altri individui allo scopo di rivivere l’emozione della vittoria.
(Le Scienze, marzo 2005, pag.41)
PERMALINK