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Wednesday, May 09, 2007 - ore 00:18
Reportage di una mattinata qualunque...
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Emergenza pezzo speciale in falegnameria.
Non ho voglia di stare in ufficio, vado io.
Salto sul furgone e parto in direzione borgo valsugana.
Ho bisogno di allontanarmi da quelle quattro mura
e da quella scrivania che sempre più spesso mi stanno
strette e pesanti, come un vecchio maglione infeltrito
in una calda giornata dautunno. Mi predispongo
mentalmente per rendere questa mattinata il meno
banale possibile: antenne accesse, mente libera.
Passo davanti a via Gatari. Quante domeniche in quel
campetto a giocare a calcetto. Erano i tempi del liceo.
Tempi in cui si passava la domenica con il sottoscritto
a far tunnel e a perder palla nel solito dribbling di troppo,
rio che galleggia sulla linea di fondo saltando tre uomini
come birilli per poi finire inconcludente addosso alla rete
di recinzione del campo, con baku invalicabile baluardo
alla ricerca della minore dissipazione possibile di
qualsivoglia forma di energia, rampa che prova a tirare
da tutte le posizioni, nemmeno fosse un tiro a segno,
seppa che... beh lasciamo stare, e powan che ad ogni fallo
laterale grida "nostra" quasi a voler convincere un inesistente
arbitro, e mille e mille ospiti e comparse a rotazione...
Il viaggio scorre tranquillo in mezzo al traffico di rosà.
La valsugana mi ricorda una oramai antica visita alle
grotte di oliero con i nonni, e mi ricorda la discesa del
fiume facendo rafting coi ragazzi, e mi ricorda la prima
avventura in bici col frenguz destinazione campeggio
di torcegno, ancora ragazzini. Carico il pezzo speciale
e mi dirigo verso casa. Sosta pranzo obbligata, Cornale.
Uno straordinario pranzo bavarese, spettacolare.
Nel parcheggio alcune lucertole si rincorrono sulla
staccionata. Hanno movimenti rapidi, scattanti, veloci.
E mi viene in mente la teoria secondo la quale tutti gli animali
in realtà percepiscono una durata della vita molto simile,
proporzionalmente al bioritmo peculiare alla propria specie.
Una mosca e una lucertola, pur vivendo meno di un bradipo,
percepiscono una durata della vita molto simile. Che sia vero?
E una teoria provata? E una bufala? SInceramente non lo so,
e forse neppure mi interessa. Ma forse è vero che siamo stressati
perchè viviamo vite più veloci di quanto la nostra specie sia
adeguata a vivere. Sono in coda al semaforo, e il quadrante
del mio orologio riflette sul tetto del furgone. E mitorna in mente
quando a scuola si faceva la battaglia di riflessi sulle pareti
dietro al prof, per far passare il tempo nelle lezioni più noiose.
E capisco che i periodi del liceo erano belli, bellissimi, straordinari.
E mi rendo conto che langoscia della sera, lattesa del tremendo
patibolo annunciato per il giorno dopo, fosse per un interrogazione
o per un compito, in realtà sono sensazioni che non voglio più vivere.
In fin dei conti, forse è meglio lavorare... o no? Chissà...
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