In questi giorni ho ripreso in mano, tra un impegno e l’altro,
Theodor L. W. Adorno...
Comunque agisca l’intellettuale, sbaglia: pensare e cercare di esprimere quel che si pensa non porta quasi mai ad avere risultati positivi! Porta, semmai, rogne a non finire!
L’intelligenza è una categoria morale: chi usa la ragione ha una sua morale, anzi, meglio, una sua etica... Al contrario di chi, stupido ed ignorante, non si preoccupa mai degli altri e delle conseguenze delle sue azioni sugli altri, pensando comunque di essere sempre nel giusto e di agire di conseguenza.
La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta: libertà è fare quel che si ritiene giusto ed opportuno, senza però ledere lo spazio vitale altrui, senza calpestare gli altri.
Anche l’uomo più miserabile è in grado di scoprire le debolezze del più degno, anche il più stupido è in grado di scoprire gli errori del più saggio: a molti appaio tracotante... io, tuttalpiù, mi reputo moderatamente immodesta! Certo è che faccio di continuo autocritica e non mi considero meglio di nessuno: sono però coerente a me stessa ed esigo rispetto per quel che sono... però questo rispetto è difficile da ottenere!
Le vere riflessioni sono le sole a non essere in grado di comprendere se stesse: se si passa, come me, metà del proprio tempo a rimuginare, non c’è dubbio che ad un certo punto non si capisce più da dove sia partito il ragionamento e dove porti...
L’amore è la capacità di avvertire il simile nel dissimile: solo se ci si comprende, ci si rispetta e ci si capisce nella diversità ci si ama veramente...
Non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze: non sono mai stata molto speranzosa, però la mia più grande speranza, derivata dal mio passato, si è realizzata, quindi ha ragione Adorno...
THEODOR LUDWIG WIESENGRUND ADORNO (Francoforte, 1903 – Visp, 1969) è stato un filosofo e sociologo tedesco.
E’ stato esponente di spicco della della
Scuola di Francoforte ed il suo pensiero si è distinto per una
critica radicale alla società ed al capitalismo avanzato.
Come
Max Horkheimer e
Herbert Marcuse, Adorno ha condotto una rigorosa critica della società borghese su basi neohegeliane più che marxiste, tenendo ampiamente conto degli apporti forniti dalla psicoanalisi freudiana. A suo avviso, con il passaggio al capitalismo monopolistico (ma anche ai sistemi collettivistici socialisti), le relazioni interumane si riducono a pura apparenza; la vita individuale diviene pura funzione delle forze oggettive che governano la società di massa; la sfera individuale si riduce all’ambito fittizio del consumo. La condizione umana in questo sistema sociale diviene quella dell’alienazione individuale e della disumanizzazione dei rapporti sociali. La cultura si riduce a
industria culturale -una categoria inventata da Adorno e Horkheimer ne
La dialettica dell’Illuminismo-, la scienza è asservita al profitto e diventa così strumento di dominio sulle cose e sugli uomini.