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Friday, May 11, 2007 - ore 15:02
(categoria: " Poesia ")
Le donne, i cavallier, larme, gli amori,
le cortesie, laudaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
dAfrica il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo lire e i giovenil furori
dAgramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.
Dirò dOrlando in un medesmo tratto
cosa non detta in prosa mai, né in rima:
che per amor venne in furore e matto,
duom che sì saggio era stimato prima;
se da colei che tal quasi mha fatto,
che l poco ingegno ad or ad or mi lima,
me ne sarà però tanto concesso,
che mi basti a finir quanto ho promesso.
Piacciavi, generosa Erculea prole,
ornamento e splendor del secol nostro,
Ippolito, aggradir questo che vuole
e darvi sol può lumil servo vostro.
Quel chio vi debbo, posso di parole
pagare in parte e dopera dinchiostro;
né che poco io vi dia da imputar sono,
che quanto io posso dar, tutto vi dono.
Voi sentirete fra i più degni eroi,
che nominar con laude mapparecchio,
ricordar quel Ruggier, che fu di voi
e de vostri avi illustri il ceppo vecchio.
Lalto valore e chiari gesti suoi
vi farò udir, se voi mi date orecchio,
e vostri alti pensieri cedino un poco,
sì che tra lor miei versi abbiano loco.
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