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szasz, 0 anni spritzino di 0 CHE FACCIO? Non è da questo che si giudica una persona! Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... ...esser pagato per non fare 1gaz, solo per il fatto che esisto STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
giovedì 17 maggio 2007 - ore 18:19 Lunetta raccontata da altri SOCIETÀ/Seconde generazioni Famiglie immigrate e minori stranieri nel quartiere mantovano di Lunetta di Nora Lonardi * 07/04/06 Se la presenza radicata e in crescita di famiglie straniere dentro un quartiere cittadino solleva molteplici questioni, per affrontarle uno sguardo attento va rivolto necessariamente e primariamente al tessuto storico e soprattutto attuale che costituisce il quartiere stesso. Questo e’ stato il presupposto che ha ispirato e guidato la ricerca - intervento in tre fasi, Famiglie immigrate e minori stranieri nel quartiere di Lunetta. Costruzione di strategie di mediazione interculturale, promosso dalla Provincia di Mantova, parte integrante del progetto. La mediazione culturale. Una risorsa per incontrarsi. Nel momento di avvio dell’indagine la popolazione immigrata rappresenta il 10,1% della popolazione di Lunetta, a fronte di un´incidenza media nel comune di Mantova pari al 5%. I nuclei familiari contano 98 unita’ , su un totale di 1.524 famiglie residenti, pari al 6,4%. I minori stranieri sono in totale 148 su un totale di 623 (23,7% , mentre i bambini compresi fra 0 e 14 anni di eta’ sono 125 su un totale di 493 (25,3% .Nello specifico la ricerca si e’ posta l´obiettivo di esplorare la situazione delle famiglie immigrate e dei minori stranieri residenti nel quartiere, al fine di valutare lo stato dell´inserimento, individuare modalita’ e spazi di comunicazione/informazione, delineare percorsi di mediazione all’interno della comunita’ . Il tutto, partendo dalla realta’ storico-sociale di Lunetta, per individuarne gli elementi che la caratterizzano e che si rivelano essenziali ai fini di una politica di integrazione. La ricerca si e’ svolta in tre fasi. La prima attraverso l’attivazione di un gruppo di confronto, composto da referenti della varie realta’ istituzionali e associative, ha cercato di far emergere le dinamiche sociali del quartiere e gli aspetti legati all’insediamento delle famiglie immigrate. La seconda e’ stata finalizzata a fotografare e interpretare le condizioni e le prospettive delle famiglie immigrati residenti attraverso la somministrazione di un questionario. La terza fase infine si e’ concentrata sul tema specifico della mediazione dopo aver individuato nella scuola un ambito privilegiato in questo senso e quindi ha approfondito il rapporto scuola, minori stranieri e famiglie. Da parte della popolazione italiana che vive nel quartiere affiorano talora e in alcune frange delle riserve nei confronti di questa nuova componente sociale, che va ulteriormente a diversificare e intricare una comunita’ dove la coesione rappresenta di per se’ un elemento critico. Se il sentimento di appartenenza ad un gruppo e’ questione complessa e non facilmente definibile, questa definizione appare ancora piu’ problematica in un quartiere come Lunetta, in ragione della sua popolazione eterogenea sotto il profilo della provenienza e scarsamente radicata. Tuttavia per creare comunita’ non e’ necessaria una comune origine ma, eventualmente, la condivisione di alcuni obiettivi comuni che possano costituire un progetto di sviluppo e di cambiamento, a propria volta in grado di favorire un maggiore radicamento e quindi una continuita’ generazionale al quartiere. L´atteggiamento verso gli immigrati risente però in buona parte di una percezione che li vede competitivi nell´accesso ai servizi, privilegiati in ragione delle iniziative che li vedono al centro dell´attenzione. La loro presenza in realta’ sembra sottolineare un disagio pre-esistente, o fa si’ che se ne prenda coscienza. Pertanto la riflessione si e’ concentrata sulle prospettive future, e nello specifico sulla realta’ giovanile di Lunetta, ragazzi piccoli e grandi, una realta’ che si rivela composita, mescolata, dove il noi e il loro e’ gia’ molto meno definito che nella societa’ adulta. I comportamenti sociali, i problemi, i desideri dei giovani immigrati e figli di immigrati, le seconde generazioni, non sono tanto diversi da quelli vissuti da tutti gli adolescenti, semmai sono resi piu’ evidenti dalla specificita’ dei diversi contesti di riferimento. Pertanto le azioni rivolte al futuro di Lunetta non possono non tenere conto di questa comunanza e insieme di queste specificita’ , e dei nuovi equilibri sociali che si vanno profilando e che si devono realizzare. Tali nuovi equilibri si possono costruire in particolare nella scuola, dove gli alunni stranieri o di origine straniera sono sempre piu’ numerosi, e dove si formano in buona parte le coscienze, le sensibilita’, le responsabilita’ dei singoli e della collettivita’ . Ma anche e soprattutto nelle strategie di mediazione che si possono mettere in atto nei rapporti fra scuola, famiglie, territorio. Dal canto loro, le famiglie immigrate sembrano esprimere una percezione del territorio del tutto simile alla rappresentazione comune, e nel contempo a far emergere alcune peculiarità . Anche per molti immigrati, come per tanti altri abitanti di Lunetta, il quartiere è luogo di vita ma non di lavoro; il pendolarismo è molto presente sia dentro che fuori l´area mantovana. Pertanto in buona parte le relazioni quotidiane si svolgono esternamente al quartiere. L´inserimento abitativo riguarda prevalentemente gli alloggi dell´edilizia pubblica, tuttavia circa una famiglia su dieci è proprietaria dell´appartamento in cui vive, segno di un progetto di radicamento sul territorio. L’interazione con le strutture territoriali appare piuttosto frequente ma quasi esclusivamente per quei servizi che possiamo definire obbligati (questura, uffici comunali e regionali, servizi socio-sanitari), mentre i rapporti con associazioni e luoghi di aggregazione (anche di o per immigrati) sono molto meno diffusi. D´altra parte emergono difficoltà di orientamento sul territorio, riconducibili in parte alle differenze linguistiche ma anche ad un problema di comunicazione più generale; nell´espressione dei bisogni, nell´acquisizione e comprensione delle articolazioni sociali, delle regole formali e delle prassi informali sottostanti i rapporti con le istituzioni. Nei rapporti sociali e interpersonali con la popolazione di Lunetta tende a prevalere, come accade anche altrove, quel senso di distanza, di lontananza sociale (talvolta percezione di ostilità ), che caratterizza la convivenza e che accentua il senso di estraneità vissuto soprattutto in determinate situazioni; un disagio generale verso la situazione del quartiere che sembrerebbe più diffuso fra le donne e fra gli immigrati meno giovani. Tuttavia la valutazione del quartiere, la fotografia che ne danno le famiglie immigrate, ricalca l´immagine che ne fornisce la popolazione in generale, segno questo di attenzione, di condivisione delle problematiche comuni. Anche i desideri riferiti a Lunetta sono per la maggior parte gli stessi espressi dai residenti e più in generale rappresentano le esigenze di qualsiasi famiglia. Se la mobilità per lavoro in parte attenua le opportunità di relazione con il quartiere, tuttavia i contatti sono mantenuti soprattutto grazie ai rapporti con l´ambiente educativo e scolastico di Lunetta, che coinvolge poco meno della metà delle famiglie straniere. Il rapporto con l´ambiente scolastico è nell´insieme soddisfacente, ma non mancano alcune osservazioni riconducibili alla non sempre facile (in generale e tanto più in questo caso) comunicazione scuola-famiglia, mentre si va definendo un bisogno di maggiore valorizzazione del proprio ruolo genitoriale, delle risorse familiari e culturali. La scuola di Lunetta si trova ad affrontare le difficoltà che ovunque ancora comporta l’arrivo di alunni stranieri, sia sul piano linguistico sia su quello più generale dell’inserimento scolastico e dei rapporti con le famiglie. Nell’ambiente scolastico appare difficile gestire al meglio le numerose e delicate questioni (dall’accoglienza all’alfabetizzazione, dagli strumenti didattici alla mediazione) aperte dagli alunni stranieri, i quali, come spesso accade, mettono in risalto prima di tutto quelle che sono le disfunzioni e le lacune di per sé esistenti. Soprattutto si fa strada la preoccupazione di riuscire a dare ai figli degli immigrati gli strumenti di cui abbisognano per potersi inserire al meglio nella scuola oggi e nella vita adulta domani. In altri termini la scuola di Lunetta sente di avere una grande responsabilità e un ruolo importante nella costruzione di modelli di inclusione e di strategie di mediazione, compito che ovviamente non può affrontare da sola, bensì con l’irrinunciabile partecipazione delle famiglie (italiane e straniere), della società civile e della realtà associativa da una parte, e con il contributo delle istituzioni amministrative e territoriali dall’altra, come del resto già sta avvenendo. E’ pertanto fondamentale che questo importante laboratorio di integrazione possa rimanere all’interno del quartiere, qualificandosi non come scuola degli straniera ma come scuola aperta, capace di gestire e trasformare in positività gli aspetti critici esistenti, di lavorare con l’amministrazione pubblica e con i centri educativi in modo tale da lanciare una nuova immagine della scuola in primis, e per riflesso, di Lunetta. * Sintesi della ricerca a cura di Nora Lonardi, Studio Res di Trento, studiores@tin.it http://www.migranews.it/notizia.php?indice=707 COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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