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Friday, May 18, 2007 - ore 15:04
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sutra del Cuore
Composto in India intorno al IV secolo d.C., il Sutra del Cuore è uno dei testi fondamentali del buddhismo, studiato e recitato ancora oggi nell’ambito della tradizione sia zen che tibetana.
L’importanza del testo è dovuta al fatto che esso condensa in pochi versi ciò che viene considerato il "cuore" dell’insegnamento buddhista: la realizzazione completa della Visione profonda.
Nella totale fusione della mente personale con la Mente illuminata, e dei fenomeni con la Vacuità, si comprende istantaneamente il carattere vuoto ed impermanente di qualsiasi manifestazione o categoria, in cui catalogare il flusso continuo del mondo.
L’insegnamento del Sutra si propone sotto forma di discorso che il mitico bodhisattva Avalokitesvara, simbolo cosmico della compassione, indirizza a Sariputra, discepolo storico di Gautama Buddha.
Omaggio alla Perfezione della Saggezza!
Così udii. C’è stato un tempo in cui il Bhagavan dimorava sul Picco dell’Avvoltoio,
nei pressi di Rajagriha, insieme a una grande assemblea di monaci e una di Bodhisattva.
Il Bhagavan era assorto nella concentrazione chiamata Visione Profonda.
Contemporaneamente, il Nobile Avalokiteshvara, il Bodhisattva Mahasattva, contemplava la pratica della profonda Perfezione della Saggezza.
Egli vide che i cinque aggregati (skanda) sono privi di una propria inerente natura.
Per il potere del Buddha, il Venerabile Shariputra si accostò al Nobile Avalokiteshvara
e gli chiese: "Come dovrebbe addestrarsi un figlio di nobile lignaggio che desidera intraprendere la pratica della profonda Perfezione della Saggezza?"
Il Nobile Avalokiteshvara, il Bodhisattva Mahasattva, rispose al Venerabile Shariputra: "Oh Shariputra, qualsiasi figlio o figlia di nobile lignaggio che desideri intraprendere la pratica della profonda Perfezione della Saggezza dovrebbe considerare le cose nel modo seguente. Dovrebbe comprendere che i cinque costituenti psicofisici sono privi di una loro inerente natura.
La forma è Vacuità. La Vacuità è forma. La Vacuità non è altro che forma e anche la forma non è altro che Vacuità. Allo stesso modo le sensazioni, le discriminazioni,
i fattori composti e la coscienza sono vacui.
Similmente, Shariputra, tutti i fenomeni sono vacui e privi di caratteristiche inerenti.
Non nascono, non muoiono. Non sono contaminati né sono privi di contaminazione. Non diminuiscono, nè crescono.
Quindi, Shariputra, in termini di vacuità non c’è forma, nè sensazione, nè discriminazione, nè fattori composti, nè coscienza; nè occhi, nè orecchie, nè naso, nè lingua, nè corpo, nè mente; nè immagini, nè suoni, nè odori, né sapori, nè sensazioni tattili, nè oggetti della coscienza mentale. Non esistono elementi visivi nè elementi mentali e nemmeno elementi della coscienza mentale.
Non c’ è ignoranza, nè estinzione dell’ignoranza e non esiste la vecchiaia, né la morte, nè estinzione della vecchiaia né quella della morte.
Allo stesso modo, non c’è sofferenza, nè origine di tutte le sofferenze, nè il suo cessare, nè il sentiero (che conduce ad esso). Non esiste nè saggezza primordiale, nè realizzazioni, nè mancanza di realizzazioni.
Perciò, Shariputra, poiché non ci sono realizzazioni, i Bodhisattva si affidano e dimorano nella Perfezione della Saggezza.
La loro mente è libera dalle ombre della nescienza perciò essi sono senza paura. Andando completamente al di là di ogni illusione, essi ottengono il Nirvana finale. Anche tutti i Buddha che risiedono perfettamente nei tre tempi, essendosi affidati alla Perfezione della Saggezza, divennero Buddha manifesti e completi nello stato dell’insuperabile sublime e ultima illuminazione.
Il mantra della Perfezione della Saggezza, il mantra della grande conoscenza, il mantra insuperabile, il mantra uguale all’ineguagliabile, il mantra che pacifica completamente ogni sofferenza, poiché non è falso deve essere conosciuto come vero. Il mantra della Perfezione della Saggezza è proclamato:
TAYATHA GATE GATE PARAGATE PARASAMGATE BODHI SOHA
Così, Shariputra, i grandi Bodhisattva Mahasattva devono addestrarsi nella profonda Perfezione della Saggezza.
Quindi il Bhagavan, riemergendo dalla concentrazione, si rivolse al Nobile Avalokiteshvara, il Bodhisattva Mahasattva, con queste parole: "Ben detto! Ben detto! Oh figlio di nobile lignaggio, è proprio così: si dovrebbe praticare la profonda Perfezione della Saggezza come Tu hai detto.
Anche i Tathagata, si rallegreranno di ciò.
Quando il Bhagavan ebbe parlato, il Venerabile Shariputra, il Nobile Avalokiteshvara, il Bodhisattva Mahasattva, e tutta l’assemblea di discepoli, esseri mondani, dei, umani, semidei e spiriti furono deliziati e lodarono ciò che il Bhagavan aveva proclamato.
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