STO LEGGENDO
Terzani...sempre.
E poi Baricco e i classici.
E "Un cappello pieno di ciliege"
Moses
HO VISTO
Roma col sole e uno spiraglio di luce in me...
e poi

e...

e ancora...
STO ASCOLTANDO
- Renato e la sua poesia
RadioZero- Cambierò...di Anna Oxa
- Baglioni
- Biagio
- Fabi
- Jovanotti
- Negramaro
- Tiziano Ferro
- Pausini
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Ricercato. Nero. Elegante. Di classe. Alla Audrey!
ORA VORREI TANTO...
Il mare...
un abbraccio...
Giovanni tra le mie braccia

un profumo...il suo.
Acqua di sale.
STO STUDIANDO...
...per l’abilitazione!
OGGI IL MIO UMORE E'...
alla ricerca e in silenzio...
ma dolce serenità per il dono dell’Amicizia

"La
speranza scaturisce dal desiderio. Dal desiderio di amore,
dal desiderio
di esprimere noi stessi, dal desiderio di libertà. E in quanto più questo
desiderio è forte e nello stesso tempo, radicato, tanto più la speranza ha
la capacità
di trasfigurare il futuro, di presentarcelo radioso,
infinitamente desiderabile. Ed ha il potere di rasserenare il nostro cuore,
di placare le nostre ansie,
di rendere sopportabile il presente e di
rafforzare la nostra volontà di
combattere per realizzare ciò che
desideriamo."
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
2) quando le uniche risposte ai tuoi sms sono gli addebiti...
MERAVIGLIE
1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) tremare dopo il primo bacio tanto desiderato...
4) Guardare negli occhi la persona a cui si vuole più bene in assoluto, vederla andar via e sapere che potrà accadere qualsiasi cosa tra di voi ma lei sarà sempre lì nel cuore...
(questo BLOG è stato visitato 12030 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Friday, May 18, 2007 - ore 16:20
Due settimane...
(categoria: " Riflessioni ")
Quando qualche anno fa chiesi a mio padre di definirmi, lui ci pensò su, cercava un’immagine, un aggettivo, un carattere...poi disse
semplicemente che sono sensibile, fin troppo. Sottolineò il "fin troppo" e quanto questo possa essere un bene ma anche un male, perchè può farne, a me, tanto.
Mi capita di ripensare spesso a quelle sue parole, all’analisi esatta che fece di me, forse memore dei pianti fin da quando ero bambina, delle riflessioni pessimistiche, delle considerazioni e del senso di isolamento ed esclusione pur nella consapevolezza di sentire davvero...di sentire di valere ma di non vedermi riconosciuta come tale. Per il mio valore, quello del cuore.
Da quando sono venuta qui credo che sia mio padre quello che ha capito davvero quanto io sia arrivata...non a destinazione, nè a trovarmi, solo a cercarmi...
Da quando sono qui mio padre sostiene questa mia ricerca...e coltiva la mia sensibilità, invitandomi a non sprecarla.
Fin troppo...
è verissimo.
A tal punto che non dormo, non mangio, non faccio...ma penso, in silenzio. Che sogno ad occhi aperti e mi isolo dal reale...certa che non sia per me. A tal punto che leggere una poesia o sentire Vivaldi mi appaiono segni di dignità di vivere...di senso. Che uno sguardo è un mondo, un modo di fare, di essere, di dire...di sentire.
Mai quanto sento io. Fin troppo...
Che cosa sento? sento me stessa e il non senso che realizzo, attuando la vita. Sento che sono quello che non ero destinata a divenire, ma di più...o di meno.
Sento che sono sola, di quella solitudine che è congenita al fin troppo...
Sento che credo nel cuore della gente, nel loro sguardo, nel loro essere, sento che c’è da fidarsi anche, a volte, e sento che fidarsi non è la soluzione per non esporsi, e tutelarsi.
Ma rischio, rischio ogni volta che abbandono il cinismo, il mio cinismo, l’unica corazza che protegge da sigarette fumate in faccia senza pietà...desiderosi che quel fumo passivo ti copra, ti nasconda, ti pieghi al volere folle di un tiranno nemico talmente magnetico da farti sentire piacere nel soggiogarti, nell’essere in suo potere.
Sento che posso aprirmi, sento che voglio spiccare un volo e poi sento che basta un alito per disorientare le mie ali, un sussulto per smuovere un terremoto nei miei sentimenti...
Fin troppo...
estrema in un senso e nell’altro...capace di resistere e incapace di concedersi completamente.
Non c’è chi lo capisce quello che sento...
Poltrone scure hanno raccolto lacrime amare, letti bui hanno abbracciato una bambina che tremava...che angosciosamente subiva la sua punizione...e adesso solo il calore di un abbraccio che sente può rasserenare quei singulti...che non si odono ma che persistono.
Fin troppo...
Sensibile, fin troppo.
...anche adesso, anche per te.
LEGGI I COMMENTI (2)
PERMALINK