
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Saturday, May 19, 2007 - ore 13:51
Librismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tanto tempo fa, se non sbaglio nel lontano (cristo è lontanissimo…) 2001, avevo deciso di informarmi su conversazioni possibili ed eventuali. Così avevo iniziato a leggere saggi storici, enciclopedie, vocabolari. E un libro sulla reincarnazione.
Cosa c’è di più affascinante, incredibile ed effettivamente assurdo delle teorie sulla reincarnazione? Nulla. Sono vicoli ciechi, non hanno fondamenta, non hanno basi, non hanno prove, e seppur da letterata sono costretta ad ammettere che non hanno scientificità. Però sono affascinanti, e in quanto prodotti della mente non dimostrabili, in quanto attuali, in quanto un sacco di cose, non sono credibili. Ma è un argomento straordinario per tappare buchi in una conversazione quando la dialettica e la retorica non servono più.
“Sai, ho letto un interessantissimo libro sulla reincarnazione… tanto prolisso quanto sciocco! Pensa che sostengono che…”. È una conversazione leggera, che permette agli interlocutori di esprimere giudizi di stampo non politico, non religioso, non razziale. Solo credo, non credo, crederei, mi fa schifo, a me piacciono le fragole con la panna.
Oppure, cosa ancora più divertente, si interpreta il libro e si esordisce con “ma sai che ho letto tempo fa un testo che trattava la reincarnazione? Forse nella vita precedente eri un panda…”
Tantra chackra reiki quante se ne sono inventate. Tutte con la R, se vogliamo trovare un filo conduttore. E vuoi che almeno di una non posso sapere qualcosa, tanto da inserirlo in un colloquio amichevole e senza pretese di insegnare e diffondere il verbo? Ho scelto la reincarnazione, la sopravvivenza delle anime.
Ricordo ancora il giorno che sono andata a comprare il libro. Il signor Canova mi ha indicato lo scaffale, semplicemente, con il dito. Era implicito il messaggio “arrangiati per ste porcherie”. Ce n’erano vari, e ho scelto questo. Era il più piccolo, non come quantità di pagine, ma come dimensioni di copertina. Simpatico, ho pensato. E poi avevo un periodo azzurro, e quindi acquisto.
Manuela Pompas
“Reincarnazione – alla scoperta delle vite passate”.
Già il fatto che fosse un orribile edizione BUR doveva farmi riflettere, ma ci sono giorni in cui l’istinto prevale e la ragione scompare. E così il mio istinto di shopping idiota si è manifestato nel peggiore dei modi. Insegna come tornare indietro nel tempo, con la memoria. A distinguere sogno e ricordo. Ad accettare che noi, sì noi, decenni e decenni fa eravamo qualcun altro, che è morto in un modo terribile.
Parla di cose tipo bambini indiani che si reincarnano in altri perché sono morti e il loro corpo non è stato trovato, e il bambino in cui si sono reincarnati dopo 15 anni trova il corpo. O uomini che si innamorano di diverse donne, che in realtà sono la stessa donna (mi ricorda un po’ Poe, ma è una mia digressione personale, che mi è venuta adesso, quindi non approfondisco). Il libro parla anche di persone che soffrono di claustrofobia perché nella vita precedente erano state murate vive. O che hanno paura degli aghi perché sono morte durante un’operazione. O che hanno paura dei cani perché erano gatti, tipo. Cose del genere.
Mia madre mi ha impedito di comprarne altri sullo stesso tema, perché ha detto che mi faceva male. E invece no, perché serviva solamente da stimolo alla mia fantasia, alla mia bramosia di inventare, di fingere, di creare. È come una fiaba alla fine, e non è certo meno credibile di una che si addormenta per 100 anni e rimane bella e giovane e con i capelli perfetti per un secolo. A me quando vado dalla parrucchiera non durano una notte.
A parte questo. Io posso sostenere una conversazione sulla reincarnazione. Ciò mi fa onore.
Quante donne sane di mente possono farlo? Dai. Io posso serenamente sostenere un dialogo con finto interesse, e le mie doti recitative mi permettono anche di assumere un’espressione competente e seriosa. Sono davvero una persona speciale.
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Cercando un’immagine del libro da inserire nel blog, ho scoperto con orrore che Manuela Pompas esiste davvero.
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