BLOG MENU:


g.mich@el, x anni
spritzino di scutibile
CHE FACCIO? catturo luci e ombre.
Sono sistemato

[ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]



Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


STO LEGGENDO







HO VISTO

Oswiecim



Cymru



Euskadi



Occitania



Catalunya



sperimentallinx


(AppuntiDiViaggio)



(NiTrAtOD’aRgEntO)



(VidEoCoNfUsiOni)





STO ASCOLTANDO


...la voce delle mie...bambine










ABBIGLIAMENTO del GIORNO

[sul mio braccio destro]




[Bushido-Yu]


[gobbo da sempre]




[Turin à l’è Bianca e Neira]


ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



chiaroscuro




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) perdere gli amici a cui tenevi...per i quali avresti dato l'anima
2) le frasi fatte....ci vuole fantasia nella vita...
3) pensare di essere l'unico alieno sul pianeta

MERAVIGLIE


1) you can be anything you want to be...
2) L'alba di un giorno qualunque
3) il vino rosso



BLOG che SEGUO:


titty80 siriasun tasha79 Oddybrown tiredbrain *hide* Evissa Post-Punk

BOOKMARKS


Veneto Fotografia
(da Fotografia / Grandi Fotografi )
Cinemavvenire
(da Cinema / Archivi )
Conigli e quaglie
(da Teatro / Associazioni Teatrali a Padova )
Laboratorio Artaud
(da Teatro / Associazioni Teatrali a Padova )
Associazione Industrie Cinematografiche
(da Cinema / Archivi )
Internet Movie Database
(da Cinema / Archivi )



UTENTI ONLINE:




(questo BLOG è stato visitato 2162 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]

APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30


Monday, May 21, 2007 - ore 15:43


Spider (D. Cronenberg - CAN 2002)
(categoria: " Pensieri ")




Spider è il soprannome, da bambino, di Dennis Cleg un uomo malato di mente, silenzioso e sensibile. Dopo anni di ospedale psichiatrico, viene mandato nel paesino appena fuori Londra dove visse da piccolo con i suoi genitori. Qui viene ospitato in una casa famiglia. Ricordi dolorosi lo angosciano: la morte tragica della madre è l’origine del suo continuo tormento e del suo attuale malessere.
Le psicosi ricorrenti di Dennis impregnano i 98 minuti della pellicola del regista canadese tratta da un romanzo di Patrick McGrath. Dennis, come faceva da bambino, costruisce “fisicamente” nella solitudine della sua stanza il pattern dei suoi pensieri; geometricamente ineccepibili, ma straordinariamente complessi e continuamente sospesi tra passato e presente. E il passato ritorna di frequente nei flashback ricorrenti, dapprima squarciando, e nel finale illuminando il presente. Nemmeno un urlo si percepisce in tutto il film, ma un lungo, continuato, a volte snervante bisbiglio: la voce più intima della mente di Dennis.
Criticato da molti, giudicato inguardabile da altri, osannato da pochi come un’occasione in più per riflettere sull’eterno dualismo tra incubo e realtà e tra essere e apparire muovendo da una storia di quotidiana follia, dove il disturbo psichico si leva a momento qualificante di una categoria esistenziale in un dato tempo ed in un dato luogo.


COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK