(questo BLOG è stato visitato 73474 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Tuesday, May 22, 2007 - ore 10:13
My Brighton
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un breve resoconto delle band che ho visto. Ricordo al gentile pubblico che il Great Escape è il più grande festival di band emergenti al mondo, il che significa che se non conoscete neanche un nome elencato non è una grossa colpa

Giovedì
Kubichek eccelsi, migliorati tantissimo rispetto allanno scorso, ma set troppo, troppo breve.
ZZZ assurdi, due tizi olandesi lerci e sudati che con batteria e sintetizzatore riescono a fare di tutto. Sorprendenti!
The Envy Corps sono addirittura più bravi di quanto credessi. Li penalizza la stanchezza (erano arrivati dagli USA poche ore prima) ma finchè reggono si dimostrano una delle novità più interessanti del panorama indie americano. E sono dei geek clamorosi.
Sergeant tanto giovani quanto imbarazzanti, la brutta copia dei View, manca unidea che sia una.
Dykeenies fatti di tuttaltra pasta, anche loro giovanissimi ma con un frontman dalla gran voce e dal carisma in evoluzione: rischiano di diventare qualcuno.
Venerdì
The Pistolas meno bravi dellanno scorso, cambiano genere (dal garage allormai immancabile proto new-rave) e cambiano bassista, passando dalle sinuose forme di quella dellanno scorso ad un tizio qualunque.
I was a cub scout esageratamente acerbi, e non favoriti dallacustica ridicola dello Zap. Si faranno, perchè le idee ci sono, ma prima di presentarsi in queste condizioni è meglio pensarci due volte.
Jakobinarina magari un pelino meno originali di quanto avevo immaginato ascoltando il fenomenale singolo Jesus, ma comunque validi. Islandesi, giovanissimi anche loro, ne sentiremo parlare.
Air Traffic meravigliosi, limitati solo dal volume della voce del cantante, immotivatamente basso e incapace di esaltare al meglio le sbalorditive doti vocali dello stesso. E a livello di timidezza siamo ai livelli del miglior Thom Yorke. Dei Muse meno apocalittici, dei Keane più elettrici ed energetici o giù di lì. Comunque nel podio del festival.
Art Brut devastanti e impeccabili, si stanno lentamente trasformando in una versione più dura dei Pulp, perchè Eddie Argos nei panni del Jarvis Cocker del nuovo millennio è semplicemente perfetto. Destinati allo stardom, chi lavrebbe mai immaginato.
Sabato
Ripchord uhm, così così. Speravo meglio. Bel suono di chitarra ma idee un po ripetitive. Ricordano dei Supergrass meno ispirati.
Die! Die! Die! grandiosi, tre (e poi quattro. e poi cinque) neozelandesi letteralmente scatenati e dal genere indecifrabile. Chiamiamolo indie hardcore punk rave. Comunque ascoltateli, sono fantastici.
The Prayers una mezza delusione. Attaccano che sembrano un incrocio tra Ramones e Beach Boys e strabuzzo occhi e orecchie. Poi continuano facendo sempre la stessa canzone. Non malissimo, ma da riascoltare più avanti.
Mumm-ra eccezionali a dir poco, la mia band preferita del festival. Non mi aspettavo assolutamente tanto eclettismo, dal vivo, e soprattutto non mi aspettavo un frontman con tale controllo della situazione. Originali e divertenti, se lalbum (appena scaricato) non delude li proclamo già adesso colonna sonora dellestate.
Fine!
COMMENTA (0 commenti presenti)
PERMALINK