
ely6_it, 34 anni
spritzina di Padova
CHE FACCIO? :-)
Sono single
[ SONO OFFLINE ]
[
PROFILONE ]
[
SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO
- Fabio Volo
Un posto nel mondo
Mondadori
Bello ma non eccezionale come altri da lui scritti
- Tutto in una notte
Mondadori
PESSIMO,da adolscenti. Decisamente meglio Tre metri sopra il cielo and Co.
- Muriel Barbery
L’eleganza del riccio
E/O (collana Dal mondo)
Stupendo excursus di pensieri. Da leggere tutto d’un fiato ricordando le ore di filosofia al liceo
- Fabio Volo
Il giorno in più
Mondadori
Incredibile, sembra di essere realmente a NY (e chi ci è stato concorderà di sucuro con me), fantasticamente romanico, reale, coinvolgente, ironico.
- Curtis Sittenfeld
Prep
Bur
Vita di un’adoloscente in collegio tra ambiguità sessuali e primi amori.
Libro non adatto ad adolescenti ma troppo banale per adulti.
- Marilù Manzini
Il quaderno nero dell’amore
BUR
Credevo molto più sensuale e maturo. Bocciato
- Palmese Massimiliano
L’amante proibita
Editore Newton & Compton
Finalista al premio strega 2007...mi aspettavo decisamente qualcosa di più
- Fabio Volo
E’ una vita che ti aspetto
Oscar Mondadori
Si conferma un grande! Ironico, moderno e soprattutto reale, mai banale anche nel raccontare senza timidezze cio’ che ogni ragazzo pensa e vive. Le belle frasi ci sono e nella loro semplicità sbucano inattese dalle pagine del libro.
Unica nota dolente...la punteggiatura...molto dannunziana
- Moccia Federico
Scusa ma ti chiamo amore
Rizzoli
Che dire sempre e solo unico nella narrazione, anzi aggiungerei che le frasi in questo ultimo lavoro son molto più belle e meno banali come le immagini dei diversi rapporti e le loro sfaccettature. Insomma, PROMOSSO APPIENO
- Umberto Contarello
Una questione di cuore
Feltrinelli
Deludente
- Erri De Luca
Non ora, non qui
Feltrinelli
Molto bello ma alquanto impegnativo
- a cura di John Beer
La classe fa la ola mentre spiego
Rizzoli
Che figuraccie che ho fatto mentre leggevo questo libro aspettando dal dottore o l’autobus. Esilarante è dir troppo poco: ridevo a crepapelle da sola...e la gente vicino a me mi guardava allibita.
Insomma, volete ridere?Volete scoprire pers con una fervida fantasia irriverente? LEGGETELO!
- Banana Yoshimoto
Ricordi di un vicolo cieco
I Canguri - Feltrinelli
- Manuel Vàzquez Montalbàn
Tre storie d’amore
Feltrinelli
...non un gran che
- Federico Moccia
Ho voglia di te
Feltrinelli
FINITO!!!!molto bello come del resto"3 metri sopra il cielo"
- Banana Yoshimoto
L’abito di piume, Feltrinelli - I Canguri
HO VISTO
le stelle
STO ASCOLTANDO
di tutto un po’ alla radio, jazz, lirica...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
sportivo...SEMPRE
ORA VORREI TANTO...
ora...sempre...un viaggio
STO STUDIANDO...
bilancio sociale....ma ora ho FINITO!!!!!!!!,,,,,,,,,,,,,,,,
OGGI IL MIO UMORE E'...
?????????
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
1) Sognare durante la notte una persona e scoprire al risveglio che ti ha mandato un sms
2) quando senti qualcuno che ti arriva da dietro e ti abbraccia..e d'un tratto provi la sensazione che non può succederti nulla di male e che non c'è altro posto al mondo dove vorresti essere se non nello spazio di quell'abbraccio....
3) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto..
(questo BLOG è stato visitato 16887 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
martedì 22 maggio 2007 - ore 18:54
(categoria: " Vita Quotidiana ")
NA’ PALLA DI FILM Fabio Ferzetti (Il Messaggero)
Da oggi anche sugli schermi italiani Zodiac di David Fincher, il regista di Seven, che qui svela la fonte primaria di ispirazione di quell’horror-thriller quasi insostenibile per la sua minuziosa efferatezza, ma ne rovescia anche l’estetica e i presupposti. Rievocando il serial killer che terrorizzò la zona di San Francisco fra gli anni 60 e 70, il californiano Fincher torna infatti alle angosce della sua infanzia, ma non potendo trovare un senso, una logica, un colpevole sicuro, moltiplica le piste e non ne chiude nessuna.
Più che al killer e ai suoi delitti infatti Zodiac si interessa agli uomini che gli diedero la caccia per anni, un poliziotto, un giornalista del San Francisco Chronicle e il vignettista dello stesso giornale, quello con più fiuto paradossalmente, arrivando a sfiorarlo senza mai riuscire a beccarlo. [...] »
Maurizio Cabona (Il Giornale)
Primo film hollywoodiano in concorso al Festival di Cannes, Zodiac di David Fincher è da oggi anche nelle sale italiane. Lungo (oltre due ore e mezza) e insolito, evita i luoghi comuni fincheriani e il lieto fine. L’assassino seriale naturalmente c’è ed è realmente esistito; manipola polizia e stampa, ma i luoghi comuni - in parte accolti, in parte ideati da Se7en, il film più noto di Fincher - mancano. Affiora piuttosto l’eco dell’unico altro suo film da festival: Fight Club (Mostra di Venezia, 1999). Zodiac presenta San Francisco e dintorni fra 1969 e decennio Settanta con una certa freddezza di colori e anche di affetti. Nessuna nostalgia per l’epoca degli hippies, anche se il personaggio di Robert Downey jr. [...] »
Valerio Caprara (Il Mattino)
«Zodiac» uscito oggi nelle sale italiane ha monopolizzato il cartellone di ieri: stranamente in concorso, il film di David Fincher ha purtroppo rispettato solo in minima parte le attese. Per entrare subito nel merito si può dire che si tratta di un thriller quantomeno spiazzante, diretto e recitato al meglio eppure penalizzato da difetti gravi di per sé e gravissimi per uno dei generi cinematografici più popolari e competitivi. Nonostante lo sfarzo, l’imponenza e la raffinatezza da kolossal d’autore, Zodiac ha il coraggio o la temerarietà di debordare nella durata (oltre due ore e mezza), estenuarsi in un inestricabile labirinto di contrappunti ed episodi accessori ed esaurirsi in un finale che ricompone per lo spettatore un puzzle complicatissimo a cui mancano uno scatto emotivo e una ragione narrativa all’altezza delle spropositate ambizioni. [...] »
Mariarosa Mancuso (Il Foglio)
Il più imprendibile dei serial killer era vanitosissimo: "Quando gireranno un film su di me, chi farà la mia parte?". Lo chiese in una delle lettere – a firma Zodiac – spedite alla polizia di San Francisco. Alcune erano crittografate, altre no. In tutte, l’omicida misterioso si accusava di crimini commessi da poco oppure mai risolti, delirava annunciando che sarebbe andato in paradiso (con le sue vittime a fargli da schiavi), minacciava di far saltare uno scuolabus. In tempi meno mediaticamente avvertiti dei nostri – lo squartatore californiano cominciò a terrorizzare le coppiette nel 1969 – mandò una lettera, con brandello di camicia insanguinata, anche a Melvin Belli, celebre avvocato attaccabrighe (e famoso per una parte in "Star Trek"). [...] »
Lietta Tornabuoni (La Stampa)
L’epica della frustrazione, un caso irrisolto, una sedia vuota, una sconfitta lunga decenni, un mistero mai svelato: insomma, un anti-Seven. David Fincher aveva giurato a se stesso (e imposto al proprio agente) di non dirigere mai più film con serial killer. Zodiac, in concorso a Cannes e in contemporanea uscita nei cinema italiani, racconta appunto di un serial killer anche enigmista e cinefilo. Ma se Seven, il film più famoso e terribile del regista (ah, quella scatola contenente una testa tagliata...) era furioso, appassionato, caldo, Zodiac (il nome pare una marca di motoscafi d’alto mare o di lampadine) è ordinato, pacato, burocratico. Si capisce: è una storia vera.
La storia di un uomo che cominciò a uccidere nel 1968 a San Francisco attribuendosi poi 24 vittime (la polizia ne accertò 5). [...] »
COMMENTA (0 commenti presenti)
PERMALINK