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Tuesday, May 22, 2007 - ore 21:44 Date a Claudio quel che è di... ![]() Claudio Baglioni, un uomo… un mito… un perché… fa parte di quella schiera di cantautori che nei primi anni settanta dominava le classifiche italiane con bellissime canzoni che al giorno d’oggi vengono denominate “evergreen” ovvero, quei pezzi che quando si è in compagnia con gli amici a cena o, per essere più romantici, in spiaggia attorno al classico falò il chitarrista di turno, immancabilmente intona. Immediatamente, tutti, come dei bravi pulcini dietro a mamma papera, lo seguono, cantando a squarciagola ricordando a memoria tutto il testo parola per parola, compreso quello seduto in fondo alla tavola, che poco prima giuravi fosse un metallaro incallito… L’ho fatto anch’io sebbene abbia sempre avuto un’anima "Rock"... “quella sua maglietta fina”… … “e la paura e la voglia, di essere… “nudi” o “soli”??? cazzarola!… la censurarono pure! La parola “nudi” era troppo forte per l’epoca. Ma vi rendete conto? Comunque il “Baglio Claudioni” continuò per la sua strada cogliendo un successo dietro l’altro per diversi lustri…io le ricordo tutte una ad una: Amore Bello, E Tu, Io Me Ne Andrei, Strada Facendo, SAbato Pomeriggio, Solo, Poster, Avrai, Tu come Stai tanto per dirne qualcuna… finché un giorno, più o meno verso la metà degli anni 80., con l’album “La Vita è Adesso” Baglioni si fermò, dopodiché perse del tutto o quasi la vena compositiva e per altrettanti lustri non riuscì più a scrivere qualcosa di significativo che meriti di essere ricordato. Negli anni però 90 il bravo Fabio Fazio, cercò in tutti i modi di rivalutarlo assumendolo come intrattenitore musicale nella trasmissione dedicata agli anni 70, “Anima Mia” dove Baglioni duettava con vari cantanti e personaggi simbolo di quegli anni. Nonostante la raccomandazione di Fazio, il nostro non riuscì nemmeno negli anni a venire a proporre nuovo materiale anzi, dal programma di Fazio ne scaturì un album con pezzi di altri artisti che più o meno avevano partecipato alla trasmissione dove il pezzo guida era proprio il mitico successo dei “Cugini di Campagna”, Anima Mia che ebbe discreta accoglienza. Negli anni che seguirono, canzoni nuove nello standard di “Questo Piccolo Grande Amore” neanche a parlarne. Ora il buon Claudio forse consapevole di aver esaurito le cartucce finalmente si rende conto che per rimanere a galla, avendo esaurito anche le “antologie e raccolte, meglio cantare roba di altri e se ne esce con un ottimo album che ha sorpreso pure me, dal titolo “Quelli Degli Altri tutti Qui”. È una raccolta costituita da doppio cd di “Italian Covers”, di artisti, soprattutto del passato che hanno fatto la storia della musica italiana. Ci sono tutti i migliori o… quasi, Modugno, Gaber, Endrigo, Bindi, del quale offre ben tre tributi, e poi ancora Tenco, Morandi, Bobby Solo, De Andrè, Jannacci, Battisti, Mina, Paoli e addirittura i New Trolls. Spesso in questo tipo di progetti, dopo neanche mezza canzone si rimpiange inevitabilmente il pezzo l’originale. Qui succede invece esattamente l’opposto, ovvero, i rifacimenti di queste “perle”, omaggiano tributando valore ancor di più la canzone stessa. La rilettura in chiave vocale di Claudio è ineccepibile. Egli canta le canzoni una dopo l’altra, senza risparmio di voce e senza particolari sconvolgimenti interpretativi mantenendo la linea melodica originale del pezzo catturandone perfettamente l’essenza, offrendo all’ascoltatore grande immediatezza di ascolto. Non da meno sono gli arrangiamenti orchestrali ad opera del grande Bacalov, sempre ben contenuti, equilibrati, mai “pomposi” con a tratti qualche piacevole velleità barocca sempre rimanendo comunque all’interno dei ranghi. Bel lavoro davvero che mi rende difficile la scelta della canzone più bella poiché sono tutte tra le mie preferite.Anche nella versione di Baglioni, citarne anche solo una, significherebbe fare un torto alle altre ventinove. Bravo Claudio quindi, dopo oltre 20 anni mi hai dato una motivazione per riascoltarti. ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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