TDLemon900, 26 anni
spritzina di pisa
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STO LEGGENDO
"Diario di una paziente" (Tonina Facciani) e "Con il cuore leggermente indolenzito" (Claudia Priano). E ancora gli scritti della S. Teresa de Jesus che non manca mai
HO VISTO
una rondine che ogni mattina si viene a posare quasi sul davanzale della mia finestra. E’ bellissima, fiera, con quei colori stupendi. Le rondini NON sono nere!
STO ASCOLTANDO
Molta musica, come sempre
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
avere un posto dove mettere tutti i miei strumenti, un posto dove chiudermi quando ne ho voglia e suonare suonare suonare

una montagna da scalare!
STO STUDIANDO...
ebbene si, non sembra ma sto studiando
OGGI IL MIO UMORE E'...
un po’ lunatico come sempre ma SU
ORA VORREI TANTO...
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Wednesday, May 23, 2007 - ore 12:07
Per la Tonina
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Cara Tonina,
ti do del tu. Siamo due perfette sconosciute, e probabilmente non ci incontreremo mai. Ho letto questo tuo libro, e ho deciso di scriverti questa lettera ’aperta’, pubblica. In fondo, questo è il mio blog, è un po’ come la mia casa

Probabilmente non leggerai mai qui, ma scriverò come se avessi la certezza di un tuo passaggio.
Leggere il tuo libro mi ha fatto riscoprire con immenso piacere la bellezza del non riuscire a staccarsi dalle pagine di un libro. Queste righe non hanno certo la pretesa di essere una recensione, non ne sarei capace neppure se lo volessi.
Il senso invece sta in una sola parola:
Grazie! Mi hai dato tanto con questo libro, e non vedo l’ora di averne tra le mani uno tutto mio per poterlo sfogliare e rileggere, perchè i libri hanno SEMPRE qualcosa da dire e parlano in modo ogni volta diverso. Non basta leggerli una volta secondo me.
Grazie per il messaggio che mi hai dato in un momento in cui cercavo un segno di speranza, un modo di sperare oltre lo ’sperabile’. Nella vita tutto cambia, si trasforma e ci trasforma, imponendoci anche dei cambiamenti forti e duri da affrontare. La ’tua’ paziente che dal suo letto di ospedale riesce a guardare dentro gli altri, evitando di ripiegarsi su se stessa e di guardare solo al suo dolore, è un esempio di forza e fragilità insieme. Il dolore non deve chiuderci, ma aprirci agli altri e alla riflessione più profonda su noi stessi: solo così la sofferenza porta frutto. E ci fa crescere.
Cara Tonina, questo libro mi ha dato tanto, non so che cosa ancora, ma sento che è importante. Il dolore vissuto e raccontato unito alle riflessioni sulla vita... la speranza che non muore mai, la descrizione della vita di ospedale, così terribilmente uguale alla realtà. un libro che è arrivato al momento giusto per insegnarmi forse che non c’è dolore che possa soffocare l’anima fino al punto da impedirle di respirare. L’ho letto in 2 settimane, e dopo tanto tempo (e qui mi ripeto

) per la prima volta un libro è riuscito a tenermi incollata con gli occhi alle pagine, nelle quali spaziava l’immaginazione e la voglia sempre più forte di capire, quasi di voler sperimentare un dolore simile per capire che la speranza esiste ed è dentro ognuno di noi: basta cercarla nell’anima, nel punto più profondo di noi stessi, quell’angolo nascosto in cui spesso non ci caliamo mai. Su quelle pagine ho faticato, ho sorriso, mi sono emozionata... ho pianto. Ho provato a viverlo mentre lo leggevo. Non so se io l’ho vissuto, ma sono certa che lui già vive in me e ci vivrà sempre... perchè l’anima è un tale prodigio che si lascia formare da tutto ciò che incontra.
Nulla si dimentica, niente va perduto.
E questo libro fa già parte di me.
Grazie e buon cammino.
elisa
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