Sono appestata: solo io posso ammalarmi in pieno maggio e con un caldo africano! Sono uno zombie! Non sono per nulla un bel vedere: in questi giorni me ne starò rintanata in casa e spero in una pronta e veloce guarigione!

Per tirarmi un po’ su di morale, visto che questa condizione mi deprime perché non posso star dietro come vorrei a tutti i miei vari impegni, doveri ed interessi, stamattina, mi sono messa a leggiucchiare alcuni scritti di un grande uomo,
Ralph W. Emerson... ecco alcuni brani e citazioni che, nel corso degli anni, mi hanno fatto riflettere sull’
anticonformismo, sulla
fiducia in se stessi e sull’
indipendenza intellettuale:
Chi vuol essere un uomo deve essere un anticonformista.
La società dovunque cospira contro la maturazione di ciascuno dei suoi membri. La società è come una compagnia i cui soci hanno concordato che al fine di meglio assicurare il pane a ciascun azionista, colui che lo mangia rinuncia però a libertà e cultura. La virtù più ricercata è il conformismo. La fiducia in se stessi ne è la piena antitesi. Il conformismo non ama le realtà vere, né gli spiriti creativi, ma solo nomi e consuetudini.
È facile, nel mondo, vivere secondo l’opinione del mondo; è facile, in solitudine, vivere secondo noi stessi; ma l’uomo grande è colui che in mezzo alla folla conserva con perfetta serenità l’indipendenza della solitudine.
La mia vita vale per se stessa e non per dare spettacolo. Preferisco che sia in tono minore, ma genuina e univoca, piuttosto che brillante e instabile.
RALPH WALDO EMERSON (Boston, Massachusetts, 1803 – Concord, Massachusetts, 1882) è stato famoso saggista, noto poeta e uno dei più influenti filosofi e scrittori americani. Il critico letterario Harold Bloom lo considera “
figura centrale nella cultura americana" ed il filosofo Stanley Cavell lo ritiene uno dei filosofi americani più sottovalutati in assoluto.
Nel saggio
Nature del 1836 formulò il concetto di filosofia del
Trascendentalismo, che, partendo dall’affermazione di trascendentale kantiano come unica realtà, esprime una reazione al razionalismo e un’esaltazione dell’individuo nei rapporti con la natura e la società.
La grandezza di Emerson sta nella vastità degli argomenti trattati e nello spirito pionieristico con cui se ne è occupato: infatti, pur avendo lasciato tanta traccia di sé nel mondo delle lettere e del pensiero, tanto da diventare un punto di riferimento di qualsiasi discussione sull’evoluzione culturale dell’America, Emerson appare una figura dai contorni spesso ancora non ben definiti e per questo è spesso inclassificabile.
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...e adesso, dopo questa
piccola parentesi culturale, vado a prendere la
dose mattutina di
sciroppo per la tosse e di
VivinC!